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Giuliano Castellino bloccato fuori da Montecitorio, Taormina si indigna

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Giuliano Castellino bloccato fuori da Montecitorio, Taormina si indigna e davanti alla Camera si grida alla "censura" nei confronti del neofascista

Giuliano Castellino bloccato fuori da Montecitorio e Carlo Taorrmina si indigna.

L’esponente di Forza Nuova imputato per i fatti della Cgil voleva presenziare ad un evento, per la precisione alla nascita del partito “Italia Libera” di cui Taormina è presidente e fondatore.

Castellino bloccato fuori da Montecitorio

Ieri, 16 novembre, davanti alla Camera c’è stata maretta. Il Fatto racconta che “la richiesta per fare la conferenza stampa a Montecitorio era stata fatta da Francesco Gallo di ‘Sud chiama Nord’”. Poi Gallo aveva appreso che fra i promotori e invitati alla conferenza stampa c’era Giuliano Castellino, oggi imputato al processo per l’assalto alla Cgil.

L’uomo è esponente del movimento-partito sul cui scioglimento dietro mozione si sarebbe dovuto pronunciare il governo Draghi.

La “censura” e le accuse di Taormina

La chiosa era stata netta: “Castellino non c’è più tra gli invitati, della sua presenza ho saputo solo ieri”. Castellino arriva comunque nei pressi di Montecitorio e viene fermato in ingresso dalla polizia. L’uomo grida alla censura e Carlo Taormina ha parlato di violazione della democrazia e del garantismo, dato che Castellino è imputato e non condannato.

L’avvocato e politico ha lasciato chiaramente intendere che per altri esponenti “scomodi”, con carichi giudiziari ma di sinistra quella rigidezza non sarebbe stata applicata.