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La Digos chiese l’arresto di Giuliano Castellino ma ci fu il no della Procura

Nel corso del 2020 la Digos chiese l’arresto di Giuliano Castellino in merito a provvedimenti che già gravavano si di lui ma ci fu il no della Procura

Giuliano Castellino

La Digos chiese l’arresto di Giuliano Castellino ma ci fu il no della Procura, il retroscena inedito, inquietante ma un po’ blando sui fatti di Piazza del Popolo svelato dal Fatto Quotidiano apre uno scenario nuovo. O quanto meno certifica che le accuse di questi giorni al Viminale di aver gestito male i fatto del 9 ottobre sono state rispedite al mittente e fatte “rimbalzare” altrove.

Dove? Negli uffici della magistratura inquirente di Piazzale Clodio, secondo quanto riportato dal Fatto e ripreso da Open. 

Nel 2020 la Digos chiese l’arresto di Castellino per almeno tre volte

Ecco lo scenario: la Digos della Polizia di Stato avrebbe sollecitato per almeno tre volte, questo a partire dal 2020, una serie di misure di cautela a carico del capo piazza neofascista di Forza Nuova arrestato secondo molti “a cose fatte”, ma la procura non aveva ravvisato elementi per applicarle.

Su Castellino pendeva una misura di prevenzione a corredo della quale gli era fatto divieto di uscire di casa dopo le 21 e di lasciare Roma, tutte cose che Castellino, nel merito di quel che gli si “contesta” per il 9 ottobre, non avrebbe violato, delinquendo ipoteticamente in città e prima della sera.

Il no della Procura quando la Digos chiese l’arresto o misure restrittive su Castellino 

Quella stessa misura gli dava “limiti all’uso dei mezzi di comunicazione”. Insomma, il sunto è che c’erano diverse informative a costituire lo “storico” del neofascista ma i giudici avevano negato l’applicazione dei provvedimenti più volte richiesti. Attenzione però, i magistrati avevano negato la cogruità di provvedimenti precedenti alle azioni con cui Castellino aveva incarnato attivamente la violenza del 9 ottobre, altrimenti si incappa in un gap temporale che ha il sapore delle tesi giudiziarie “ex post” per asseverare una verità condivisibile ma in punto di opportunità etica e critica istituzionale.

Lo scaricabarile: quando la Digos chiese l’arresto di Castellino e la magistratura “disse no”

L’impressione è quella dello scaricabarile fra istituzioni. Ad ogni modo la polizia aveva già suggerito anche l’oscuramento del sito di Forza Nuova, disposto lunedì dalla Procura, e quello de L’Italia Mensile, testata a tutti gli effetti che tuttavia non risulta aver ospitato argomenti e incitazioni alla violenza. La Digos dice anche che la persona che si sente durante l’attacco alla sede Cgil mentre dice “dobbiamo entrare, fateci passare”, è Castellino.

 

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