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Flotilla intercettata e attivisti arrestati, la replica di Israele: "Rilasciati nelle prossime ore"

Global Sumud Flotilla

Intercettazione della Global Sumud Flotilla, posizione di Israele e arresto degli attivisti: ecco gli ultimi aggiornamenti.

La vicenda della Global Sumud Flotilla ha acceso un nuovo fronte di tensione nel contesto del conflitto in Medio Oriente, coinvolgendo attivisti internazionali, Israele e diversi governi europei. L’intercettazione delle imbarcazioni dirette verso Gaza e le successive reazioni diplomatiche hanno riportato al centro del dibattito il tema del blocco navale, del diritto internazionale e delle iniziative umanitarie via mare, aprendo uno scontro politico e comunicativo tra le parti coinvolte.

Israele intercetta la Flotilla: reazioni italiane, numeri degli attivisti arrestati e sviluppi diplomatici

Sul fronte italiano, la vicenda ha generato un confronto politico e istituzionale. Palazzo Chigi ha comunicato che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una riunione con i ministri competenti per analizzare gli sviluppi della missione. La posizione del governo include la condanna dell’operazione: “Il governo italiano condanna il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche e chiede al governo d’Israele l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo“.

La premier ha inoltre espresso dubbi sull’iniziativa umanitaria e sulle sue conseguenze: Per quello che riguarda il mio giudizio sulla Flotilla non ho cambiato molto idea, mi continua a sfuggire l’utilità di iniziative che non portano benefici alla popolazione di Gaza e in compenso danno a noi molti altri problemi da risolvere, come se non ne avessimo già a sufficienza”.

In un altro passaggio ha ribadito i contatti diplomatici con Israele e l’evoluzione della situazione degli attivisti: Abbiamo condannato pubblicamente questa iniziativa lo abbiamo fatto con i nostri interlocutori israeliani con i quali ci sono stati moltissimi contatti oggi, avrete visto l’esito, con il ministro degli esteri israeliano annuncia che queste persone verranno tutte sbarcate su un’isola greca”.

Secondo le fonti legali della missione, sono 24 gli attivisti italiani arrestati, su un totale di 57 partecipanti nazionali alla spedizione. Complessivamente, circa 175 persone sarebbero state trasferite verso Israele dopo l’intercettazione di 22 imbarcazioni. Il team legale ha sottolineato la distanza dell’operazione dal teatro di Gaza, definendo critico il trasferimento: È estremamente grave che attivisti fermati a 150 miglia nautiche da Creta e a 600 miglia di distanza dalla costa di Gaza vengano portati in Israele.

Nel frattempo, si ipotizza che alcuni degli attivisti possano essere rilasciati nel porto di Lasithi, a Creta, mentre prosegue il coordinamento diplomatico tra Italia, Grecia e Israele per la gestione dei fermati e il loro rimpatrio.

Global Sumud Flotilla, cosa succede agli attivisti dopo il blitz: l’annuncio di Israele

Secondo la versione diffusa dalle autorità israeliane, l’intervento contro la Global Sumud Flotilla è stato pianificato per impedire l’arrivo delle imbarcazioni verso Gaza, con l’obiettivo dichiarato di evitare violazioni dello spazio marittimo e possibili tensioni operative. In una nota attribuita al primo ministro Benjamin Netanyahu, si legge: “Complimenti alla nostra Marina! Avevo dato loro la direttiva di impedire alla flottiglia dei sostenitori di Hamas di raggiungere le coste di Gaza. La missione è stata portata a termine con pieno successo. Nessuna nave o sostenitore di Hamas ha raggiunto il nostro territorio, né tantomeno le nostre acque territoriali. Sono stati respinti e torneranno nei loro Paesi d’origine. Continueranno a seguire Gaza su Youtube”.

Il ministero degli Esteri israeliano, tramite il portavoce citato da Ansa, ha motivato l’azione con la necessità di prevenire escalation: “Di fronte a una flottiglia di tali dimensioni, è stato indispensabile da un punto di vista operativo agire tempestivamente per prevenire un’escalation ed evitare frizioni e violenze. Inoltre questa specifica flottiglia ha tentato attivamente di bloccare una nave mercantile israeliana. Stiamo garantendo la sicurezza di tutte le persone a bordo, e continueremo a farlo, nel rispetto del diritto internazionale”. Nella stessa linea, un’altra nota del dicastero sostiene che La forza motrice dietro la provocazione della flottiglia è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l’obiettivo di sabotare la transizione alla seconda fase del piano di pace di Trump”, ribadendo anche che Israele agirebbe nel quadro del diritto internazionale e della libertà di navigazione.

Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha inoltre comunicato un accordo con Atene: “In coordinamento con il governo greco, le persone trasferite dalle imbarcazioni alla nave israeliana saranno fatte sbarcare in Grecia nelle prossime ore”.