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Governance poll 2026: Funaro in vetta e Decaro leader tra i governatori

Governance poll 2026: Funaro in vetta e Decaro leader tra i governatori

Il governance poll 2026 misura il gradimento dei sindaci e dei presidenti di regione: Sara Funaro è la prima donna in vetta con il 66% mentre Antonio Decaro guida la graduatoria dei presidenti con lo stesso valore

La rilevazione nazionale sul gradimento degli amministratori locali ha registrato una serie di scossoni nelle posizioni di vertice: al primo posto tra i sindaci figura Sara Funaro, sindaca di Firenze mentre la graduatoria dei presidenti di regione è guidata da Antonio Decaro della Puglia. I dati provengono dall’indagine condotta tra aprile e giugno e fotografano il rapporto tra elettori e amministrazioni nelle principali città e regioni.

La ricerca ha coinvolto 92 capoluoghi di provincia e tutte le regioni in cui vige l’elezione diretta del governatore, con campioni di mille elettori per regione e seicento per comune. Non sono stati testati alcuni Comuni nell’immediato periodo elettorale e quelli sciolti, ma la rilevazione offre comunque un quadro estensivo dell’umore degli elettori rispetto alle amministrazioni locali.

Funaro in testa tra i sindaci: numeri e contesto

La sindaca di Firenze Sara Funaro, raggiunge il 66% di gradimento, un valore che rappresenta un aumento rispetto al dato elettorale registrato nel giugno del 2026 e un balzo rispetto alla rilevazione precedente. Si tratta della prima volta in cui una donna conquista la vetta di questa classifica nazionale, un risultato che segnala una svolta simbolica nella geografia del consenso locale.

Alle sue spalle si collocano Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno con il 65%, e Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli al 64%.

Altri sindaci in evidenza e dinamiche territoriali

La parte alta della graduatoria include nomi come Massimo Zedda a Cagliari e Federico Basile a Messina mentre Pierluigi Biondi, sindaco de L’Aquila occupa la sesta posizione. In settima posizione si registrano ex aequo Mario Conte (Treviso), Chiara Frontini (Viterbo) e Michele Guerra (Parma). In decima posizione figurano Giuseppe Sala (Milano) e Clemente Mastella (Benevento). La ricerca evidenzia inoltre che il valore del 50% di consenso è stato raggiunto da 74 sindaci su 92, un dato che descrive la tenuta del rapporto tra cittadini e amministrazioni ma segnala anche un lieve calo complessivo rispetto a indagini precedenti.

Classifica dei presidenti: Decaro in vetta, Stefani e Fedriga vicino

Tra i presidenti di regione si registra una leadership affidata a Antonio Decaro che ottiene il 66% di gradimento, seguito da Alberto Stefani del Veneto con il 65% e da Massimiliano Fedriga del Friuli Venezia Giulia con il 64%. Per Decaro e Stefani si tratta di valori in aumento rispetto ai risultati ottenuti alle urne nel novembre scorso mentre per Fedriga il dato rimane sostanzialmente in linea con il risultato elettorale.

La classifica prosegue con posizioni condivise: Roberto Occhiuto (Calabria) e Alberto Cirio (Piemonte) condividono il quarto posto; al sesto posto si trova il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, seguito dal governatore della Toscana, Eugenio Giani. Anche Sicilia e Basilicata compaiono con risultati identici grazie ai presidenti Renato Schifani e Vito Bardi. In decima posizione figurano, a pari merito, Roberto Fico (Campania) e Francesco Acquaroli (Marche).

Il significato politico e amministrativo del consenso

Secondo il direttore dell’istituto che ha condotto l’indagine, il valore del gradimento non dipende più soltanto dai risultati amministrativi tradizionali, ma è sempre più influenzato dalle emozioni e dalle preoccupazioni dei cittadini. La celebre osservazione «L’appeal dei sindaci si misura sempre meno sui risultati e sempre più sulle paure dei cittadini» sintetizza il mutamento percepito: la percezione del degrado dell’insicurezza economica o di una perdita della qualità della vita pesa tanto quanto, se non più, delle opere pubbliche e delle gestione dei bilanci.

In questo quadro, amministrare richiede un equilibrio tra progettualità concreta e capacità comunicativa per rispondere a timori diffusi. Il sondaggio mostra come il consenso possa oscillare significativamente nei primi anni di mandato, con alcuni amministratori che guadagnano terreno rispetto al voto popolare e altri che perdono punti percentuali.

La pubblicazione dei risultati ha anche un valore strategico in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: partiti e coalizioni osservano questi indicatori per valutare candidati e candidature nelle grandi città e nelle regioni. La ricerca, raccolta tra aprile e giugno resta uno specchio utile per comprendere le priorità percepite dagli elettori e le sfide che attendono chi governa territori differenti per dimensione e criticità.

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