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Grazia concessa a Nicole Minetti: i primi accertamenti non mettono in dubbio la decisione

Grazia Nicole Minetti

Grazia a Nicole Minetti, proseguono gli approfondimenti: sotto esame l’adozione in Uruguay e il nuovo percorso di vita dell’ex consigliera.

La grazia concessa a Nicole Minetti continua ad alimentare verifiche e approfondimenti da parte della Procura generale di Milano. Nonostante le indagini internazionali ancora in corso, al momento non sarebbero emersi elementi decisivi in grado di mettere in discussione il provvedimento firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Grazia a Nicole Minetti: adozione, cambio di vita e possibili sviluppi

La misura sarebbe stata motivata dalla necessità di accompagnare il figlio adottato negli Stati Uniti per sottoporlo a cure mediche. Parallelamente, gli investigatori stanno verificando se l’ex consigliera abbia realmente intrapreso una nuova fase della propria vita, dimostrando una “seria volontà di riscatto sociale”. Gli approfondimenti seguono dunque due direttrici principali: da una parte il controllo della documentazione relativa all’adozione internazionale, dall’altra la valutazione del percorso personale di Minetti dopo le vicende giudiziarie che l’hanno coinvolta.

Gli accertamenti medici e quelli relativi alla sentenza straniera e al provvedimento del Tribunale dei minori di Venezia, che il 19 luglio 2024 ha riconosciuto efficace l’adozione, sono affidati ai carabinieri; le verifiche all’estero continuano invece tramite l’Interpol. La procuratrice generale Francesca Nanni attenderà la conclusione dell’intero procedimento prima di esprimersi in maniera definitiva.

Solo nel caso in cui dovesse emergere qualche “elemento ostativo”, i magistrati potrebbero valutare un eventuale riesame della grazia concessa.

Grazia a Nicole Minetti, Interpol e fedina penale: i primi risultati delle verifiche

Come riportato dall’Adnkronos, le indagini supplementari sulla grazia concessa a Nicole Minetti non avrebbero finora evidenziato elementi tali da mettere in discussione la decisione assunta dalla Procura generale di Milano e successivamente confermata dal Quirinale. Gli accertamenti, sviluppati anche con il coinvolgimento di autorità straniere in Uruguay e Spagna, proseguono tuttora, ma secondo quanto emerso “non ci sarebbero dati negativi o problematici” capaci di compromettere l’iter che ha portato all’atto di clemenza firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel febbraio scorso.

Un dettaglio considerato significativo dagli inquirenti è il fatto che, qualora fossero emersi elementi concreti o ostativi, la Procura generale avrebbe immediatamente informato il ministero della Giustizia. Le verifiche effettuate con il supporto dell’Interpol, invece, non avrebbero prodotto risultati rilevanti. In una prima informativa, infatti, la polizia internazionale avrebbe escluso la presenza di “condanne, indagini né denunce per favoreggiamento della prostituzione” a carico di Minetti o del compagno Giuseppe Cipriani in Spagna e Uruguay.

Restano invece aperti gli approfondimenti sulla regolarità dell’adozione del bambino in Uruguay, vicenda che aveva rappresentato uno degli aspetti centrali nella richiesta di grazia.