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Garlasco, schiaffo iniziale e colpi di martello: come cambia la ricostruzione su Andrea Sempio

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Nuova ricostruzione sul caso Garlasco della Procura di Pavia: Andrea Sempio al centro delle ipotesi investigative su una dinamica di violenza estrema.

La Procura di Pavia ha delineato una nuova ricostruzione del delitto di Garlasco, riaprendo l’attenzione su una dinamica ritenuta dagli inquirenti più complessa rispetto a quanto stabilito in passato e che, secondo l’ipotesi investigativa, coinvolgerebbe Andrea Sempio. Al centro dell’ipotesi c’è l’aggressione a Chiara Poggi nella mattina del 13 agosto 2007, ricostruita attraverso nuove analisi delle tracce biologiche e valutazioni medico-legali.

Secondo questa versione, il caso sarebbe caratterizzato da una sequenza di violenza progressiva, ancora oggetto di approfondimento investigativo.

Garlasco, prima i colpi a mani nude poi le martellate: nuova ricostruzione su Andrea Sempio

Come riportato dal Corriere, secondo la nuova ipotesi ricostruttiva della Procura di Pavia, la sequenza dei fatti si sarebbe sviluppata nella mattinata del 13 agosto 2007 all’interno della villetta di Garlasco.

Chiara Poggi, 26 anni, avrebbe concluso la colazione poco prima delle 9:45, dopo aver disattivato l’allarme per consentire ai gatti di uscire di casa. È in questa finestra temporale che gli inquirenti collocherebbero l’ingresso di Andrea Sempio, oggi 38enne e unico indagato della nuova indagine, che ha sempre respinto ogni accusa e si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio del 6 maggio.

L’impianto accusatorio si fonda su una rilettura delle tracce ematiche (BPA) e su nuove valutazioni medico-legali, con il contributo del tenente colonnello Andrea Berti del RIS di Cagliari e dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo.

La ricostruzione descrive un’aggressione non immediata ma progressiva, iniziata nel soggiorno, tra i divani, dove furono repertate tre piccole gocce di sangue in passato trascurate. Da lì, secondo gli investigatori, il primo contatto sarebbe stato un colpo al volto a mani nude, descritto come “forse uno schiaffo”. Chiara avrebbe tentato di fuggire verso l’ingresso, ma sarebbe stata raggiunta e colpita di nuovo, cadendo a terra e lasciando una traccia ematica che gli inquirenti ritengono significativa per la dinamica dell’azione.

Il lavaggio in cucina e la fuga dalla nonna: la nuova ricostruzione del caso Garlasco che accusa Andrea Sempio

Sempre stando a quanto riportato dal Corriere, nella fase successiva la violenza si sarebbe intensificata. La giovane sarebbe stata afferrata per le caviglie e trascinata verso il mobiletto con il telefono, mentre cercava di liberarsi e rialzarsi. In questo contesto, gli inquirenti collocano l’utilizzo di un martello “a coda di rondine”, indicato come possibile arma del delitto e compatibile con uno strumento mancante dall’abitazione. I colpi si sarebbero susseguiti in più punti della casa: prima nell’area tra ingresso e scala, poi davanti alla porta che conduce alla cantina, fino ai gradini stessi, dove Chiara sarebbe stata colpita in modo definitivo.

La ricostruzione segnalerebbe anche la presenza di diverse tracce: impronte come la “97F” e la “33”, oltre a un’impronta di scarpa a tacco (N1) che, secondo la consulenza Cattaneo, sarebbe compatibile con una misura tra il 42 e il 43. Gli investigatori ipotizzano inoltre che l’aggressore, dopo il delitto, si sia specchiato in bagno e abbia lasciato segni su un tappetino a pallini, poi non analizzato a fondo all’epoca, e che si sia ripulito nel lavandino della cucina, rimasto fuori dagli accertamenti iniziali. Infine, secondo le accuse della Procura, la fuga di Sempio sarebbe avvenuta passando da un’uscita posteriore e percorrendo vie secondarie fino a raggiungere la casa della nonna, a breve distanza dalla villetta.