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Green pass e l’allarme dei medici: “A luglio dovremo rifare il terzo richiamo del vaccino”

I medici, vaccinati a gennaio con la seconda dose, lanciano l'allarme sulla durata del vaccino a 6 mesi. Con il green pass a luglio sono scoperti

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Da domani 26 Aprile, l’Italia, con quasi tutte le regioni in zona gialla, tranne alcune eccezioni, riaprirà i battenti, e con questa nuova riapertura, farà il suo esordio anche il Green Pass, il certificato che attesta l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dal Covid-19 o la negatività al virus attraverso un tampone antigenico rapido o molecolare.

Il certificato però, e soprattutto il periodo della sua validità, vale a dire 6 mesi, sta scatenando a poche ore dalla sua entrata in vigore, molte polemiche, in particolare tra gli operatori sanitari: vediamo insieme le ragioni.

Green pass e l’allarme dei medici: “Vaccinati per primi, ora stiamo per scadere. A luglio dovremo rifare il terzo richiamo del vaccino”.

Novità che entra in vigore dalla giornata del 26 Aprile con il nuovo decreto, il Green Pass in queste ultime ore sta creando non poche polemiche, da una parte perchè il Garante della Privacy si è pronunciato contro il pass, così come è stato pensato, in quanto lederebbe la privacy del cittadino, poichè carente nella parte concernente il trattamento dei dati personali, dall’altra parte, ci sono gli operatori sanitari, quindi medici, infermieri, assistenti alla persona, che sottolineano come da Luglio saranno scoperti dal vaccino.

La categoria sanitaria infatti, aveva effettuato la seconda dose del vaccino, in prevalenza Pfizer, nel mese di Gennaio, considerando che l’immunità anticorpale concessa dal vaccino è stata fissata a 6 mesi, va da sè che nel mese di Luglio tutta la categoria sanitaria necessiterà di una terza dose di richiamo, tra l’altro dovrà essere sempre il Pfizer. Si capisce quindi l’allarme lanciato dagli ordini dei medici in questi giorni, che rischiano nel mese di Luglio, di non poter lavorare in corsia se il vaccino non sarà ripetuto.

Inoltre la vaccinazione della categoria, che consta di 1.3 milioni di persone, rischia di sovrapporsi, ed anzi rallentare, la campagna vaccinale nazionale negli hub sparsi per i vari territori. 

A rappresentare bene il problema, che attualmente è stato preso poco in considerazione, ci ha pensato il presidente dell’ordine dei medici di Roma, Antonio Magi: –“Il problema della terza dose ci sta allarmando, bisogna cominciare ad organizzarsi adesso per farla senza che crei rallentamenti alla campagna vaccinale. Parliamo di centinaia di migliaia di vaccini da destinare nuovamente a una categoria. E dovranno essere necessariamente della stessa tipologia, prevalentemente Pfizer. Ne abbiamo cominciato a parlare nella nostra commissione Covid e vogliamo fare un appello al governo per chiedere risposte su un tassello delicatissimo nell’ambito della campagna vaccinale”.

Altra contestazione poi, è anche il limite temporale fissato a 6 mesi, per la validità del vaccino, come spiega Giulio Maria Ricciuto, primario al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia e presidente laziale della Società italiana della medicina d’emergenza-urgenza (Simeu): -“Il 20 gennaio ho fatto la seconda dose, questo vuol dire che il 20 luglio mi scade il certificato green, ricordo che noi operatori sanitari abbiamo l’obbligo di vaccinazione, per cui non potremo stare più vicini ai pazienti finché non riceveremo la terza dose”. 

Poi continua: -“Non ci sono evidenze scientifiche per cui possiamo dire che dopo 6 mesi la protezione diminuisce, anzi, dai primi studi su Moderna si parla di efficacia di 9 mesi, fissare dei limiti così stringenti rischia di creare ancora più caos dal punto di vista organizzativo”.


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