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Green Pass sul lavoro, ipotesi di estendere l’obbligo fino a marzo 2022

Si va verso l'obbligo del Green Pass fino a marzo? Per ora è solo un'ipotesi ma è boom di certificati di malattia.

Green Pass fino a marzo

Obbligo di Green Pass. Si va verso la proroga almeno fino a marzo. A far trapelare questa volontà del Governo, una nota de La Stampa. Resta però il problema dei controlli, non stringenti come nel passato mentre è boom di certificati di malattia.

Ipotesi Green Pass fino a marzo

Obbligo di Green Pass. Si va verso la proroga almeno fino a marzo 2022. Questa l’ipotesi alla quale – secondo quanto lanciato oggi da un articolo del quotidiano La Stampa – sta pensando il governo Draghi per convincere i no vax e i no pass a vaccinarsi.

Un’ ipotesi che del resto era nell’aria. In Europa – e non solo – tornano a salire i contagi e il tanto vituperato obbligo di Green Pass del Bel Paese, potrebbe ben presto essere imitato da altri paesi.

Insomma, a chi chiedeva ripetutamente come mai solo da noi esistesse un sistema di obblighi così stringente, si potrebbe rispondere che per una volta evidentemente siamo primi, il modello cui ispirarsi.

Perchè l’obbligo Green Pass fino a marzo dovrebbe spingere le vaccinazioni?

Perchè la proroga potrebbe spingere i no vax e i no pass – più facilmente quelli titubanti – a vaccinarsi se non lo hanno fatto fino ad ora? Così come lo stato d’emergenza, l’obbligo della certificazione verde scade il 31 dicembre 2021.

La proroga sarebbe un chiaro incentivo alla vaccinazione per quelli che avevano deciso di affrontare momentaneamente le spese e i disagi dei tamponi fino a quella data.

Non è ancora chiaro se anche lo stato di emergenza sarà prorogato, in questo caso le resistenze in seno alla compagine governativa sarebbero dei scogli quasi insormontabili da superare.

Green Pass fino a marzo, il problema dei controlli

Resta però il problema dei controlli che non sembrano così stringenti come quelli che avevano accompagnato le decisioni del precedente governo Conte, ad esempio durante il periodo della chiusura di molte attività come i ristoranti.

Intanto, si assiste all’impennata dei certificati di malattia. In Friuli-Venezia Giulia – da quanto riporta Il Mattino – il 22 ottobre sono arrivati a crescere addirittura del 70% . Aumenti consistenti anche in Umbria ( 38%) e nel Lazio (24% ).

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