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Gubbio: chi era Samuel Cuffaro, il 19enne morto nell’esplosione del laboratorio di cannabis

Samuel Cuffaro è uno delle due vittime della tragica esplosione della Greenvest di Gubbio, l'azienda specializzata nella lavorazione di cannabis legale.

Esplosione di Gubbio, tra le vitime anche Samuel Cuffaro

Samuel Cuffaro, il giovane studente lavoratore di origini siciliane, non è sopravvissuto alla terribile esplosione di un’azienda che ha scosso il comune di Gubbio, in Umbria. Nello scoppio è morta anche Elisabetta D’Innocenti di 52 anni, e sono rimaste ferite altre tre persone.

Chi era Samuel Cuffaro, il ragazzo morto nell’esplosione di Gubbio 

Samuel, il giovane originario di Raffadali, in provincia di Agrigento, era uno studente lavoratore dell’Ipsia Gattapone di Gubbio ed è la più giovane vittima della tragica deflagrazione dell’azienda di Gubbio, sulle cause della quale stanno ancora indagando le autorità competenti.

Il ragazzo si è trovato da solo per caso nel locale della palazzina interessato dall’esplosione, dove lavorava con un contratto a chiamata per una delle due ditte impegnate nella produzione e nella commercializzazione della cannabis light.

Secondo le prime informazioni, Samuel operava al piano sottostante dell’azienda, riservato al lavaggio della materia prima che veniva poi portata nei locali soprastanti per subire i trattamenti chimici necessari ad abbassarne il principio attivo. 

L’esplosione di Gubbio in cui Samuel Cuffaro ha perso la vita

Proprio nel pomeriggio di ieri, 7 maggio, nell’esatto momento dello scoppio, Samuel sarebbe stato chiamato al piano soprastante per sistemare alcune scaffalature metalliche, ma non sarebbe più uscito sulle sue gambe dall’azienda: in seguito allo scoppio è praticamente morto sul colpo.

Secondo le dichiarazioni rilasciate all’Ansa dall’avvocato Ubaldo Minelli, “la famiglia è straziata dal dolore” per la prematura scomparsa di Samuel. Seguiamo ora gli accertamenti – ha aggiunto – che dovranno stabilire le cause e l’innesco delle plurime esplosioni che hanno distrutto la palazzina“.

Nel frattempo, in seguito all’esplosione nella palazzina di Gubbio, che nel complesso ha provocato due morti e tre feriti, la Procura di Perugia ha aperto un fascicolo, ipotizzando i reati di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Le indagini, volte a stabilire il corretto adempimento delle normative per lo svolgimento dell’attività, sono coordinate dal sostituto procuratore Gemma Milani e, secondo le prime indiscrezioni, ci sarebbero già degli indagati, aspetto su cui però al momento gli inquirenti preferiscono mantenere  il riserbo.

L’ultima lettera di Samuel Cuffaro, vittima dell’esplosione di Gubbio

Proprio oggi, sabato 8 maggio, in occasione di una manifestazione promossa dal Teatro della fama di Gubbio, il giovane avrebbe dovuto leggere in piazza alcune sue righe a cui aveva affidato il suo stato d’animo e che in queste ore stanno facendo il giro dei social rendendo ancora più atroce il dolore per la sua perdita: “Mi sento perso. Mi sento proprio abbandonato a me stesso. Sento una libertà interiore data dalla mia età probabilmente. Ma fuori di me c’è il caos, sento che appena ho un confronto con la realtà di questa città mi si smonta l’idea di mondo felice– ha scritto. E sulla difficoltà dei ragazzi di essere pienamente se stessi in una società sempre più deviata, Samuel ha proseguito: Vedo che è difficile esporsi come persona sincera, perché le persone ti giudicano anche per come respiri. Vedo molti giovani che si perdono nel trovare un modo di approccio con i genitori. Vedo e sento tante mentalità chiuse e mi dispiace molto per questo”.

Mi mancano più sicurezze nella vita. Sto capendo che siamo pieni di incertezze” – ha aggiunto riferendosi poi alla sua esperienza di vita e alle sue aspirazioni- Sogno di non perdermi più su stupidaggini e cose superficiali, sogno di arrivare al fulcro della situazione e riuscire a convivere con l’inferno“. 

Lasciandosi andare alle riflessioni sulla vera essenza della felicità e su quanto sia complicato raggiungerla oggi, in un mondo in cui ”purtroppo le grandi aziende o la gente con più soldi di noi ci comandano, il 19enne ha concluso:  Secondo me la felicità consiste nello stare bene prima di tutto con sé stessi e con gli altri. Secondo me la vera potenza nel mondo, anche in questo momento, non sono i soldi ma è l’energia che ci lega, quell’energia che nel silenzio ci accomuna a tutti. L’energia che ci dona la vita. Dentro me sento un’energia illimitata. Sento un’energia che non dipende solo da me, ma anche da voi.” 

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