In un contesto europeo segnato dall’aumento dei prezzi dell’energia e da regole di bilancio ancora rigide, il governo italiano ha portato al centro del dibattito Ue la necessità di interventi più rapidi e incisivi. Durante il vertice informale di Agia Napa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sollecitato Bruxelles a fornire risposte concrete alla crisi energetica, evidenziando al tempo stesso i margini limitati di flessibilità fiscale e le difficoltà legate all’attuale quadro del Patto di stabilità.
Energia e richiesta di risposte all’Unione Europea da Cipro
Ad Agia Napa, sulla costa orientale di Cipro, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato al Consiglio europeo informale convocato dalla presidenza cipriota, scegliendo il contesto del summit per rivolgere un messaggio diretto a Bruxelles. Accolta dal presidente cipriota Nikos Christodoulides, con cui si è scambiata un abbraccio sul tappeto rosso, la premier ha subito chiarito l’obiettivo della sua presenza: cercare risposte europee alla crisi energetica.
Intervenendo con i giornalisti soltanto in italiano, ha concentrato le sue dichiarazioni soprattutto sull’aumento dei prezzi di gas e petrolio, aggravati dalla guerra in Iran, che sta mettendo sotto pressione l’economia italiana a circa un anno e mezzo dalla fine della legislatura. Meloni ha sottolineato che la situazione richiede un cambio di passo a livello europeo: “Per il caro energia“, ha detto Meloni, “noi dobbiamo trovare delle risposte: siamo venuti a cercarle qui.
Penso che l’Europa debba essere molto più coraggiosa“.
Pur riconoscendo alcune iniziative della Commissione europea, le ha giudicate insufficienti: “Chiaramente apprezzo la proposta che ha fatto la presidente della Commissione Europea” Ursula von der Leyen “sul tema dell’energia“, ma ha precisato che “è un passo in avanti, ma non è sufficiente“. Tra le misure discusse da Bruxelles figurano aiuti di Stato, un osservatorio sul carburante per l’aviazione e raccomandazioni non vincolanti per ridurre i consumi, come corsi di guida ecologica e il potenziamento del trasporto ferroviario. Per la premier, però, il rischio è intervenire troppo tardi: “Quando ci si muove troppo tardi, il prezzo che si paga è più alto”, motivo per cui serve “maggiore apertura, efficacia ed efficienza“, anche in relazione al Patto di stabilità.
Guerra e crisi energetica, Meloni contro l’Ue: “Poco coraggiosa, non escludiamo scostamento di bilancio”
Nel confronto con Bruxelles, Meloni ha insistito anche sul tema della flessibilità fiscale, criticando l’asimmetria tra Stati membri: pur aprendo agli aiuti di Stato, ha osservato che lo spazio di bilancio non è uguale per tutti e ha proposto di escludere alcune spese dal calcolo dei vincoli europei, sul modello già adottato per la difesa con il meccanismo SAFE. In questo contesto non ha escluso la possibilità di misure straordinarie: “Ad oggi non stiamo escludendo niente, ovviamente“, ha affermato, lasciando aperta anche l’ipotesi di uno scostamento di bilancio, pur dichiarando la preferenza per una soluzione concordata con l’Ue.
La premier ha poi difeso la linea di politica economica del governo, rivendicando il miglioramento dei conti pubblici: dal deficit all’8,1% al 3,1% attuale, meglio delle previsioni al 3,3%. “Abbiamo fatto meglio delle nostre stesse previsioni. Avrei voluto scendere sotto il 3%, certo“, ha dichiarato, aggiungendo però che “nessuno può dire che l’Italia oggi non ha i conti in ordine“. Ha attribuito parte delle difficoltà ereditate al Superbonus, definito come un peso che continuerà a incidere per anni, con un impatto stimato di circa 140 miliardi, e ha ricordato anche il caso del protocollo con l’Albania, precisando che i costi reali sarebbero inferiori alle polemiche politiche. Sul piano europeo, ha inoltre richiamato la clausola di salvaguardia per la difesa e la possibilità di maggiore flessibilità fino all’1,5% del PIL.
In conclusione, ha ribadito che la priorità resta la gestione della crisi energetica e il sostegno ai cittadini, sottolineando come le scelte future dipenderanno dall’evoluzione del quadro europeo e dalle regole comuni.
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