Vladimir Solovyov, noto conduttore della televisione russa vicino al Cremlino, è tornato ad attaccare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni con dichiarazioni fortemente polemiche. Le sue accuse, tra riferimenti politici e interpretazioni controverse della storia, si inseriscono nel più ampio clima di tensione tra Russia e Italia legato alla guerra in Ucraina e al sostegno europeo a Kiev.
Tv russa, nuovo attacco contro Meloni: la replica di Solovyov dopo il post della premier
Le tensioni si inseriscono in un confronto già acceso dopo che Giorgia Meloni aveva definito Solovyov un “propagandista”. Il giornalista ha risposto respingendo l’accusa e presentandosi come studioso del fascismo, rivendicando la propria interpretazione storica e dichiarando: “Signora Meloni, quando parla di me ricordi che parla di un ebreo antifascista”.
Avrebbe inoltre accusato la premier di incoerenza politica e di aver tradito, a suo dire, gli elettori nei rapporti con la Russia. Nel suo intervento avrebbe anche richiamato le sanzioni europee, sostenendo di essere stato “perseguitato” e citando il congelamento di beni e proprietà in Italia, tra cui immobili sul lago di Como. In realtà tali misure rientrerebbero nel quadro normativo delle sanzioni internazionali e delle disposizioni italiane introdotte per contrastare il finanziamento di soggetti collegati alla guerra in Ucraina.
Il caso ha continuato a generare reazioni anche al di fuori del dibattito politico, alimentando discussioni sui media russi e sui social, dove si è inserita anche una campagna contro episodi di linguaggio misogino nei talk show, contribuendo a rendere ancora più acceso lo scontro attorno alla sua figura pubblica.
Tv russa, nuovo attacco contro Meloni: “È fascista. Definiva Mussolini il miglior politico”
Nel suo programma televisivo in Russia, Vladimir Solovyov sembra sia tornato ad attaccare duramente la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, rilanciando toni polemici e accuse già espresse nei giorni precedenti. Il giornalista, considerato vicino al Cremlino, ha riproposto la definizione provocatoria: “Meloni è fascista, perché si offende?”, sostenendo che le sue affermazioni si baserebbero su quella che definisce una “lettura dei fatti” legata al percorso politico della premier. Nel suo intervento avrebbe coinvolto anche altri esponenti italiani, tra cui Carlo Calenda e Pina Picierno, criticandoli per aver espresso solidarietà a Meloni.
“Questi bastardi –dice riferendosi anche a giornalisti– insultano il presidente Vladimir Putin, paragonandolo al peggior male del mondo e a Hitler. Non capisco cosa non piaccia quando definiamo Meloni fascista sulla base di fatti concreti, non capisco quale sia il problema. Meloni ha avuto visioni fasciste dall’infanzia. Definiva Mussolini il miglior politico. Per cosa si è offesa? Per la verità?“.
Secondo la sua narrazione, in Italia si tollererebbero insulti rivolti a Vladimir Putin, mentre le sue dichiarazioni sulla premier verrebbero considerate inaccettabili. In questo contesto ha denunciato quella che interpreta come una contraddizione sulla libertà di espressione, affermando in sostanza: quando lui parla della leader italiana “sulla base della sua carriera politica”, le reazioni sarebbero eccessive e “isteriche”.
Russian propagandist Vladimir Solovyov insulted Italian PM Giorgia Meloni, prompting a formal protest from Italy’s Foreign Ministry.
Meloni fired back, saying such attacks won’t change her course and that she “takes no orders.” pic.twitter.com/oA31MmBpbl
— UNITED24 Media (@United24media) April 22, 2026