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Guerra in Ucraina, Putin: “Forze di deterrenza nucleare in allerta: dichiarazioni aggressive dei Paesi NATO”

Guerra in Ucraina, Putin ha ordinato di mettere in allerta le forze di deterrenza nucleare dopo le dichiarazioni aggressiva dei Paesi NATO.

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Guerra in Ucraina: il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato al comando militare di allertare le forze di deterrenza nucleare. La decisione è stata presa dal Cremlino in conseguenza alle “dichiarazioni aggressive” recentemente rilasciate dai Paesi della NATO.

Guerra in Ucraina, Putin: “Forze di deterrenza nucleare in allerta: dichiarazioni aggressive dei Paesi Nato”

Nel primo pomeriggio di domenica 27 febbraio, il presidente russo Vladimir Putin ordinato al comando militare di mettere in allerta le forze di deterrenza nucleare. L’ordine è stato impartito dopo le “dichiarazioni aggressive” rilasciate dai Paesi che compongono la NATO.

A questo proposito, Putin ha affermato: “I Paesi occidentali non solo stanno prendendo azioni economiche non amichevoli contro il nostro Paese, ma i leader dei principali Paesi della NATO stanno anche pronunciando dichiarazioni aggressive sul nostro Paese”.

Secondo quanto riferito dall’agenzia russa Tass, inoltre, il presidente Putin ha decritto come “illegittime” le sanzioni che l’Occidente sta varando contro Mosca in relazione alla crisi scoppiata in Ucraina.

Per quanto riguarda le armi nucleari, secondo quanto riferito dall’International Peace Research Institute (Sipri) di Stoccolma, gli Stati Uniti d’America e la Russia possiedono attualmente il 90% di tutte le forze nucleari esistenti al mondo.

ONU, ambasciatrice americana: “Putin sta aggravando il conflitto in modo inaccettabile”

Nel corso di un’intervista rilasciata alla CBS, l’ambasciatrice americana alla Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, ha commentato la decisione di Putin di mettere in stato di allerta le forze di deterrenza russe, incluse quelle nucleari.

Nello specifico, l’ambasciatrice ha asserito: “La scelta di Vladimir Putin dimostrato che il leader russo sta aggravando il conflitto in un modo che è inaccettabile”.

Gomel, confermati i negoziati tra la delegazione ucraina e la delegazione russa

Nel pomeriggio di domenica 27 febbraio, si terrà a Gomel, in Bielorussia, una negoziazione tra Kiev e Mosca. Nonostante la messa in allerta delle forze di deterrenza nucleare ordinata da Putin, infatti, una delegazione Ucraina si sta recando presso la città bielorussa per avviare i negoziati con la Russia. La notizia è stata diffusa da fonti politiche bielorusse che sono state riportate dall’agenzia russa Tass.

In merito all’incontro fissato a Gomel, si è espresso il capodelegazione russo Vladimir Medinsky che ha annunciato: “Kiev ha confermato i negoziati a Gomel. Cene stavamo andando, ma esattamente alle 15 abbiamo ricevuto la comunicazione, da fonte ucraina, con la conferma dell’adesione alle trattative”.

Quasi contemporaneamente, come riferito dall’agenzia Tass, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato: “La Russia è pronta, attende la delegazione ucraina”.

Gli ormai imminenti negoziati, infine, sono stati confermati dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky che, attraverso un messaggio diffuso su Telegram, ha dichiarato: “Abbiamo convenuto che la delegazione ucraina si sarebbe incontrata con la delegazione russa senza precondizioni al confine ucraino-bielorusso, vicino al fiume Pripyat”.

Confermato l’incontro tra le due delegazioni, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko si è impegnato a garantire la sicurezza dei negoziati. Da Kiev, infatti, hanno spiegato che “Alexander Lukanshenko si è assunto la responsabilità di garantire che tutti gli aerei, elicotteri e missili di stanza sul territorio bielorusso rimangano a terra durante il viaggio, i colloqui e il ritorno della delegazione ucraina”.

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Sugli imminenti negoziati, è intervenuto anche il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, che ha precisato: “Ascolteremo cosa vorrà dire la Russia, ma non cederemo nessun territorio – e, sull’uso delle armi nucleari da parte del Cremlino, ha aggiunto –. Se Putin decidesse di usare armi nucleari contro l’Ucraina sarebbe una catastrofe per il mondo. Ma non ci abbatterà”.

Gomel e accordi di Minks, il ruolo cruciale svolto nel 2014 durante i negoziati russo-ucraini

In passato, la città bielorussa di Gomel è già stata fondamentale per quanto riguarda le tensioni che da anni caratterizzano il rapporto tra Russia e Ucraina. Proprio presso la villa del presidente Lukanshenko situata in prossimità di Gomel, infatti, si sono tenuti nel 2014 gli incontri e i negoziati che hanno portato agli accordi di Minsk.

In quella circostanza, gli accordi di Minsk vennero firmati il 5 settembre 2014 dal Gruppo di Contatto Trilaterale sull’Ucraina che era formato da rappresentanti dell’Ucraina, della Russia, della Repubblica Popolare di Donetsk (DNR) e della Repubblica Popolare di Lugansk (LNR). I negoziati, inoltre, avvennero in presenza e sotto la tutela dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa).

Guerra in Ucraina, aumentano i Paesi che hanno chiuso lo spazio aereo a Mosca

Intanto, continuano ad aumentare i Paesi europei che stanno chiudendo i propri spazi aerei alla Russia come conseguenza dello scoppio della guerra in Ucraina.

Nel primo pomeriggio di domenica 27 febbraio, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha confermato la decisione dell’Italia di impedire a Mosca l’accesso allo spazio aereo nazionale. La decisione è stata comunicata attraverso un tweetche riporta quanto segue: “L’Italia ha deciso di chiudere lo spazio aereo alla Russia. Oggi al Consiglio Affari Esteri straordinario sosterrò un’azione comune di tutti i Paesi UE: tutta l’UE chiuda lo spazio aereo alla Russia”.

Sempre nel pomeriggio di domenica 27, poi, la medesima iniziativa è stata adottata anche dalla Spagna e dall’Islanda.

In rosso, tutti i Paesi europei che hanno vietato l'accesso alla Russia al proprio spazio aereo.

Rifugiati ucraini e manifestazioni in UE contro la guerra in Ucraina

Con il procedere della guerra in Ucraina, sono sempre più i rifugiati che stanno lasciando il Paese nel tentativo di raggiungere Stati europei e mettersi in salvo.

In merito alla questione dei profughi, si è espressa la commissaria europea agli Affari Interni, Ylva Johansson, che ha spiegato: “Non c’è ancora una stima di quanti rifugiati ucraini potrebbero arrivare in UE ma credo che ci dobbiamo preparare per milioni – e ha aggiunto –. Finora, almeno 300 mila ucraini sono entrati nei territori dell’Unione Europea”.

Nel frattempo, sono tanti i cittadini europei che stanno scendendo in piazza per protestare contro l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. A Berlino, è stata organizzata una marcia di solidarietà per Kiev alla quale hanno partecipato oltre 100.000 persone. Molti dei presenti hanno deciso di indossare i colori della bandiera ucraina, vestendosi di blue di giallo.

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Allo stesso modo, si stanno tenendo manifestazioni di solidarietà per Kiev anche in Spagna. Le principali iniziative contro la guerra in Ucraina sono state promosse a Madrid, a Barcellona e a Valencia.

Anche a San Pietroburgo i cittadini russi sono nuovamente scesi in piazza ma la folla è stata rapidamente dispersa dalla polizia che si è scagliata contro i manifestanti.

Fonti parlamentari ucraine: al via i negoziati con Russia e Bielorussia a Gomel. Mosca smentisce

Nel pomeriggio di domenica 27 febbraio, intorno alle 16:00 ora italiana, alcune fonti parlamentari ucraine hanno riferito che i negoziati tra le delegazioni di Russia, Bielorussia e Ucraina hanno avuto inizio a Gomel.

Pochi minuti dopo la diffusione della notizia, il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov ha smentito l’inizio delle trattative.

Alla CNN, intanto, il viceministro dell’Interno ucraino ha riferito che il confronto tra le delegazioni è stato fissato per la giornata di lunedì 28 febbraio 2022.

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