> > Hondius: operazione di sbarco conclusa e primi positivi dopo i rimpatri

Hondius: operazione di sbarco conclusa e primi positivi dopo i rimpatri

Hondius: operazione di sbarco conclusa e primi positivi dopo i rimpatri

La MV Hondius ha lasciato Tenerife dopo l'evacuazione di 125 persone; emergono positività al hantavirus in vari Paesi e gli esperti chiedono sorveglianza prolungata

La ministra della Salute spagnola Monica Garcia ha dichiarato che l’operazione di evacuazione dalla nave da crociera MV Hondius si è conclusa con successo: tra ieri e oggi sono state rimpatriate o avviate al rimpatrio 125 persone provenienti da 23 Paesi. La nave è salpata intorno alle 19:00 ora locale e sta tornando verso Rotterdam, con due medici rimasti a bordo per accompagnare il trasferimento.

Le autorità hanno già predisposto le misure di sanificazione del porto di Granadilla e avviato il tracciamento dei contatti secondo i protocolli internazionali.

La vicenda resta sotto osservazione perché, dopo gli sbarchi e i rimpatri, sono emersi casi positivi al hantavirus tra alcuni passeggeri. Una cittadina francese ricoverata in terapia intensiva è risultata positiva dopo essere tornata a Parigi; inoltre, tra i 17 cittadini statunitensi rimpatriati c’è almeno un caso positivo ma asintomatico, e un altro paziente statunitense manifesta sintomi pur risultando temporaneamente negativo al test.

In Spagna un passeggero ha avuto un risultato provvisorio positivo ed è stato trasferito in isolamento secondo le procedure.

Organizzazione dell’evacuazione e critiche politiche

Le autorità spagnole hanno coordinato voli charter e commerciali per riportare a casa i passeggeri: ieri sono stati evacuati 94 passeggeri con otto voli e oggi oltre 20 persone con due voli provenienti dai Paesi Bassi.

Il governo ha sottolineato l’impegno e la trasparenza nell’azione, ma la gestione non è stata priva di polemiche. Il governatore delle Canarie, Fernando Clavij, ha sollevato dubbi sulla decisione di permettere lo sbarco prima dell’esecuzione di test su tutti i passeggeri, e ha annunciato che valuterà un ricorso legale contro l’autorizzazione di ancoraggio data dall’esecutivo centrale.

Questioni procedurali

La ministra ha risposto che alcuni test erano stati eseguiti a Capo Verde su persone con sintomi e che i restanti controlli sarebbero stati effettuati nei Paesi di destinazione, in base alle rispettive capacità diagnostiche. Le differenze nelle prassi nazionali hanno contribuito alle discussioni: mentre per Madrid le procedure adottate erano conformi, rappresentanti locali hanno sostenuto che un controllo più rigoroso prima degli sbarchi avrebbe potuto limitare i trasferimenti di persone potenzialmente infette.

Diffusione dei casi e misure di quarantena

Il focolaio ha innescato una risposta internazionale: oltre 60 persone sono in isolamento tra Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Olanda, Australia e Italia. Negli Stati Uniti, 17 cittadini evacuati sono stati indirizzati in Nebraska per quarantena presso l’Università e uno di loro è risultato positivo ma asintomatico; la struttura ha predisposto la possibilità di trasferire il paziente nell’Unità di Biocontenimento se necessario. In Francia sono stati identificati 22 contatti stretti collegati a voli condivisi con passeggeri della Hondius e sono in autoisolamento.

Quarantene e protocollo sanitario

In Spagna, 14 passeggeri sono stati ricoverati all’ospedale militare Gomez Ulla e posti in isolamento con una misura di quarantena fissata per 42 giorni a partire dal 6 maggio, con un controllo della situazione previsto verso il 17 giugno. Nel Regno Unito i 20 cittadini evacuati sono stati posti in quarantena iniziale in struttura ospedaliera e completeranno un periodo complessivo di isolamento di 45 giorni, secondo il protocollo stabilito dalle autorità sanitarie.

Valutazioni scientifiche e precauzioni

Dal punto di vista scientifico, il ECDC ha segnalato che il virus sequenziato finora è simile a quello identificato nel 2018 in Argentina e non sembra rappresentare una nuova variante, ma ha raccomandato prudenza perché il periodo di incubazione può essere lungo e possono emergere altri casi tra ex passeggeri e membri dell’equipaggio. Esperti come Abraar Karan e Nahid Bhadelia hanno sottolineato che la contagiosità dell’hantavirus Andes non è completamente definita e che è necessario monitorare i contatti anche prima della comparsa di sintomi evidenti.

Parallelamente, sono emersi problemi operativi: all’ospedale universitario Radboud nei Paesi Bassi dodici dipendenti sono stati messi in quarantena per sei settimane a scopo precauzionale dopo errori nelle procedure di prelievo e smaltimento dei campioni. Nel frattempo il corpo di una passeggera tedesca, deceduta a seguito del focolaio, è conservato nella cella frigorifera della nave, che proseguirà il viaggio verso Rotterdam con parte dell’equipaggio e il capitano a bordo. Le autorità hanno infine programmato la sanificazione del porto e ribadiscono la necessità di sorveglianza, isolamento tempestivo e test PCR per limitare eventuali catene di trasmissione.