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“I russi hanno fucilato i loro stupratori ma poi hanno fatto sparare sui civili in fuga”

Andriy Nebitov: investighiamo su 20 presunti casi di violenza sessuale. L’intelligence ha scoperto i discorsi tra i soldati e i loro capi.

Cadaveri nella zona a nord di Kiev

In una intervista al Corriere della Sera il capo delle forze dell’ordine Andriy Nebytov ha spiegato: “I russi hanno fucilato i loro stupratori ma poi hanno fatto sparare sui civili in fuga”. Nebytov che sta conducendo le indagini sugli orrori di guerra ha scoperto che i soldati hanno ucciso civili che cercavano di difendere le donne e bruciato case per nascondere le prove, ma dalle intercettazioni emerge anche che alcuni comandanti russi hanno fatto fucilare i soldati stupratori.

“I russi hanno fucilato i loro stessi stupratori”

Dalle intercettazioni emergerebbe infatti anche che alcuni comandanti della Federazione russa hanno fatto fucilare i soldati stupratori. Ha aggiunto poi Nebytov: “Tuttavia sappiamo anche che dopo circa una settimana dall’inizio dell’occupazione gli alti comandi russi hanno trasmesso l’ordine alle truppe di sparare ai civili che cercavano di scappare verso le linee ucraine e comunque chiunque resistesse ai loro ordini”. E ancora: “Tra i morti ci sono donne, uomini, vecchi e bambini.

Ad oggi abbiamo contato attorno a Kiev 764 civili uccisi, di cui 36 bambini. Intendevano fiaccare ogni resistenza col terrore”.

Le violenze per bloccare i corridoi umanitari

“Questa politica mirava anche a interrompere i corridoi umanitari e boicottare il nostro tentativo di portare i civili in salvo nelle nostre linee”. Poi ha chiosato l’investigatore: “L’unica alternativa era che la gente scappasse verso nord in Bielorussia. Ma nessuno voleva stare coi russi o i loro alleati”.

Nebytov ha anche spiegato in tema di stupri che “non c’è stata una deliberata politica russa delle violenze sessuali contro le donne ucraine. Ma stiamo investigando diversi casi avvenuti nella regione della capitale durante il mese di marzo”.

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