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Il summit di ndrangheta per "prendersi le montagne"

Un frame del blitz dei Carabinieri contro i Bellocco

Il summit di ndrangheta per "prendersi le montagne" e mettere le mani sulle concessioni boschive per lucrare su quello specifico canale economico

Un vero e proprio summit di ndrangheta per “prendersi le montagne”.

Le intercettazioni dopo il blitz di queste ore contro i Bellocco spiegano gli appetiti della ndrina che aveva ramificazioni anche al Nord. Ecco alcuni spezzoni del lavoro investigativo dei carabinieri: “I contratti delle montagne o si fanno in questa casa o se li fanno a Laureana, siccome io sono delegato pure da quell’altri si fanno in questa casa“.

Summit di ndrangheta:”Prendersi le montagne”

Questo diceva il 3 novembre 2019 il 49enne Francesco Benito Pelaia.

L’uomo è stato arrestato nella mattinata di ieri, 13 dicembre, dai carabinieri. Pelaia è ritenuto uno degli uomini di fiducia di suo cognato, il boss Umberto Bellocco detto “Chiacchiera”. Fanno fede gli atti della delicata inchiesta della Dda “Blu notte”, coordinata dall’Antimafia di Reggio Calabria.

Concessioni boschive e frizioni fra clan

E quelle intercettazioni dimostrano come “uno dei settori strategici della cosca di Rosarno era quello della spartizione dei proventi relativi allo sfruttamento delle risorse boschive”.

Il gip ha anche una ditta individuale intestata ad un indagato finito ai domiciliari per concorso esterno. E ci sono anche novità strategicge: nel corso delle indagini sono emersi anche “momenti di tensione con gli esponenti della cosca Larosa che, a un certo punto, non hanno più tollerato la competenza mafiosa delle famiglie Bellocco e Lamari”.