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Incendi record tra Spagna e Francia, 325mila sfollati: nuovi roghi a Valencia e Bordeaux

Incendi record tra Spagna e Francia, 325mila sfollati: nuovi roghi a Valencia e Bordeaux

Incendi record in Spagna e Francia, con oltre 300mila sfollati, case ed ettari di terreni bruciati. Una vera e propria emergenza.

Incendi record tra Spagna e Francia, il numero di sfollati è salito a 325mila mente i centri di accoglienza sono al limite.

Incendi Spagna e Francia, oltre 300mila evacuati: fiamme a Valencia e Bordeaux

Incendi record in questo weekend di sabato 25 e domenica 26 luglio tra Spagna e Francia. Nuovi roghi si stanno verificando a Valencia in Spagna, e a Bordeaux in Francia.

Ecco cosa sta accadendo. 

Il sostegno 

L’Unione europea ha schierato 5 aerei e 2 elicotteri della flotta rescEU in Francia e 4 in arrivo in Spagna. Lo ha annunciato sui social la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: “l’Europa è al fianco della Francia e della Spagna di fronte agli incendi devastanti che le colpiscono”. 

Papa Leone XIV, al termine dell’Angelus in Piazza della Libertà a Castel Gandolfo, ha manifestato il suo sostegno: “A fronte dei devastanti incendi che in questi giorni hanno interessato varie località della Francia e della Spagna manifesto la mia vicinanza e invito tutti a pregare per le persone colpite e per il lavoro dei soccorritori”.

Incendi in Francia

Gli incendi che stanno colpendo la Francia hanno richiesto l’intervento di 1.500 militari in Gironda e nelle Lande per far evacuare i residenti e proteggere le case, mentre un aereo militare A400M, equivalente a tre Canadair, è entrato in azione in supporto ai 2.500 vigili del fuoco impegnati a terra, tra cui si registrano 54 feriti.

Evacuazioni a Bordeaux

Nella serata di ieri, sabato 25 luglio, le autorità locali hanno disposto nuove evacuazioni in diversi comuni vicino a Bordeaux, tra cui Cestas, dove vivono 55mila abitanti. 

Il numero di sfollati è salito a 220mila da mercoledì scorso con l’incendio a Gironda. Secondo il Ministro dell’Interno Laurent Nuñez si tratterebbe della più imponente operazione di evacuazione di civili mai condotta in Francia al di fuori di un conflitto. 

Centri di accoglienza 

Gli sfollati sono stati accolti nei centri di accoglienza, già sovraffollati, intorno a Bordeaux. Le fiamme hanno già bruciato 42.000 ettari di terreno, come annunciato dalla prefettura della Gironda in un bollettino diffuso all’alba di oggi, 26 luglio. Distrutti almeno 100 edifici e 140 abitazioni.

Nel sud-est della Francia 3.250 ettari sono stati bruciati in cinque giorni e quasi 2mila persone evacuate. Anche l’isola della Corsica è interessata dall’incendio ancora da domare e che ha bruciato oltre 800 ettari nell’area di Corte.

Da inizio anno in Francia sono bruciati un totale di 98.000 ettari di terreno: “Un record storico”, ha affermato il ministro dell’Interno Laurent Nuñez.

“Finché il fuoco non sarà circoscritto, non ci sarà alcun rientro” ha detto Nuñez “la situazione rimane molto critica” e l’incendio “richiederà molto tempo per essere domato”.

Le chiusure 

L’autostrada A63 tra Bordeaux e la Spagna è stata chiusa per precauzione per un tratto di 60 chilometri. La Società nazionale delle ferrovie francesi ha annunciato domenica 26 luglio lo stop al traffico ferroviario a sud di Bordeaux fino a nuovo avviso. 

Accorciata anche la 21esima e ultima tappa del Tour de France, con arrivo sugli Champs-Élysées, per alleggerire il carico di lavoro dei servizi di soccorso, in particolare nella Gironda.

Incendi in Spagna

Roghi record anche in Spagna. Due incendi sono partiti da ovest di Madrid, unendosi quasi al terzo rogo nella vicina regione di Castiglia e León, mentre nella serata di ieri, sabato 25 luglio, è stata ordinata l’evacuazione di altri otto comuni nella regione di Toledo. 

Anche a Valencia si stanno verificando nuovi roghi, dopo l’incendio divampato ieri a Vall d’Uixó, nella provincia di Castellón, che ha interessato 15 comuni con 16mila persone evacuate.

Gli sfollati

Secondo gli ultimi dati, il numero di sfollati sale a 78mila: quasi 30mila nella regione di Madrid, 32mila in quella di Avila, 16mila nel Castellon. Gli ettari di terreno bruciati arrivano a 25.000 a ovest dei Madrid, mentre “è ancora difficile determinare” un numero preciso a Valencia, secondo Juanfran Perez Llorca, presidente della regione. “L’incendio – ha dichiarato – è oltre la nostra capacità di spegnimento; ha un perimetro di circa 21 chilometri”.

Le dichiarazioni

Così il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska: “Le condizioni meteorologiche, come avete potuto constatare nel corso dell’intera giornata, non hanno aiutato affatto. La notte non si preannuncia molto favorevole, non sarà un momento di riposo per noi”, ha dichiarato ieri sera.

A rendere difficile lo spegnimento delle fiamme sono le raffiche di vento che spingono l’incendio verso sud, mentre nell’area di Madrid aerei antincendio portoghesi, italiani e di altri Paesi stanno supportando le squadre spagnole a terra. Anche nella regione di Valencia le autorità hanno affermato di avere difficoltà a contenere gli incendi.

Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha dichiarato “la nostra priorità, il nostro pensiero, il nostro obiettivo sono le vostre vite, salvare le vostre vite e proteggere le aree abitate”. 

Sanchez si è recato nella regione di Avila dove ha detto: “Ci attendono certamente ore difficili, ma le informazioni che abbiamo ricevuto qui indicano che la notte è stata molto positiva in termini di avanzamento dell’incendio, contenimento e operazioni antincendio”.

L’emergenza

In meno di 24 ore, ha detto, gli ettari di terreno bruciati nel 2026 sono passati “da 130.000 a 150.000, era già un anno particolarmente grave in termini di aree colpite da grandi incendi”. Sanchez infine ha annunciato che martedì, 28 luglio, il governo dichiarerà le zone colpite dagli incendi come gravemente danneggiate da un’emergenza.

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