L’Italia affronta il Belgio all’Olimpico di Roma nell’ambito della Nations League, aprendo il proprio percorso nella seconda era di Roberto Mancini. Il match, previsto per il 25 settembre, ha attirato poco più di 39 000 spettatori, un dato ben al di sotto delle attese per un evento di tale rilievo.
Oltre alle dinamiche calcistiche, l’incontro è diventato il fulcro di un acceso dibattito politico, con vari esponenti di destra che hanno manifestato la loro opposizione al nuovo presidente della Federcalcio Giovanni Malagò.
Contesto politico: la crisi di Giovanni Malagò
Malagò, eletto a capo della Figc tre mesi fa con quasi il 70 % dei voti, si trova al centro di una crescente ostilità da parte di alcuni partiti.
Il ministro dello Sport Andrea Abodi e il ministro del Made in Italy Adolfo Urso sono stati gli unici rappresentanti politici presenti allo stadio, segno evidente di una diserzione di massa da parte della maggior parte dei loro colleghi. La tensione nasce anche dal timore che un eventuale insuccesso degli azzurri possa alimentare le richieste di commissariamento della Figc già avviate da alcuni esponenti prima dell’inizio della finestra di partite.
Il match di Nations League: Italia contro Belgio
Anteprima e formazioni
Alla conferenza stampa precedente, Mancini ha sottolineato che la pressione dovrà essere un motore e non un freno. Ha optato per un 4-3-3 con Gianluigi Donnarumma in porta, difensori Di LorenzoManciniCoppola e Calafiori. A centrocampo, BarellaRomano e Tonali hanno ruotato, mentre l’attacco è stato affidato a KeanPio Esposito e Cambiaghi. Dal canto loro, il Belgio ha schierato il nuovo tecnico Van Bommel con De BruyneTielemans e Lukaku in rosa.
Il risultato e le fasi salienti
Il match è iniziato con un dominio dei belgi: a venti minuti Godts ha aperto le marcature, sfruttando un’area disorganizzata degli Azzurri. L’Italia ha reagito nella ripresa, creando occasioni grazie a Cambiaghi e a Kean ma la difesa belga, guidata da De Bruyne è rimasta compatta. Il secondo gol è arrivato al 69′ con Lukebakio che ha chiuso definitivamente la partita sul 0-2. Donnarumma ha compiuto due parate decisive, ma non è bastato a cambiare l’esito.
Conseguenze per la Figc e per il futuro di Mancini
La sconfitta, accompagnata da fischi dal pubblico, ha alimentato le critiche a Giovanni Malagò. I detrattori, già pronti a chiedere un nuovo commissario, vedono nella perdita un’opportunità per accelerare la loro agenda. D’altro canto, gli stessi sostenitori di Malagò temono che una decisione drastica possa indebolire l’autonomia dello sport. Per Mancini la sfida successiva contro la Turchia a Bursa diventa cruciale: una vittoria potrebbe placare gli animi, mentre nuovi insuccessi aumenterebbero la pressione sia su di lui sia sulla dirigenza della Figc.
