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L’ex ministro Flick: “Partire volontari per la guerra in Ucraina è un reato”

L’ex ministro e presidente della Consulta Giovanni Maria Flick: “Partire volontari per la guerra in Ucraina è un reato che può comportare anche l'ergastolo"

Un foreign fighter

In una intervista a Repubblica ripresa da Open in silloge l’ex ministro Giovanni Maria Flick lo ha detto chiaramente: “Partire volontari per la guerra in Ucraina è un reato”. Il già presidente della Corte Costituzionale ha spiegato che i freedom fighters devono essere approvati dal Governo, mentre la consegna di armi a Kiev da pare di Roma rientra nel ricinto della costituzionalità.

Ha detto Flick: “Stiamo aiutando un Paese a esercitare la legittima difesa. Non è un’operazione strettamente bellica. Il confine fra i due concetti è esattamente definito”.

Dare armi a Kiev “è un atto legale”, le parole di Flick

E ancora: “L’articolo 11 della Costituzione è rispettato perché non c’è un atto ostile contro uno Stato estero. Ci si muove nell’ambito di un trattato Nato, siamo al di fuori dell’ambito della guerra che dobbiamo ripudiare”.

Diversa è la situazione dei freedom fighters che partono per Kiev. Senza autorizazione dell’Esecutivo il loro è un reato: “La materia è regolata da molte norme. Intanto l’articolo 18 della Costituzione prevede che i cittadini abbiano diritto di associarsi liberamente purché per fini non vietati dalla legge penale. Specifica che sono proibite le associazioni che perseguono scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”. 

Partire volontari per la guerra “è un reato punibile fino all’ergastolo”

Poi Flick ha spiegato: “Il Codice Penale prevede la punizione di chi fa arruolamenti o compie atti ostili verso uno Stato estero con pene da 6 a 18 anni, ma fino all’ergastolo se poi qualcuno attacca per ritorsione l’Italia”. E in chiosa procedurale: “C’è anche la legge 210 del 1995, che attuava una convenzione dell’Onu e punisce tanto il mercenario quanto chi lo recluta con pene fino a 14 anni.

L’arruolamento infine è punito dall’articolo 270 quater del Codice Penale, introdotto nel 1995 con riferimento alle finalità di terrorismo”. 

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