×

L’FBI ha perquisito la casa di Trump in Florida: “Attacco alla mia candidatura”

L'FBI ha condotto una perquisizione nella casa dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Florida.

Donald Trump

Donald Trump, con un comunicato, ha dichiarato che l’FBI ha condotto una perquisizione nella sua tenuta in Florida. In quel momento lui si trovava nella sua casa di New York.

L’FBI ha perquisito la casa di Trump in Florida: “Attacco alla mia candidatura”

Nella notte tra lunedì 8 e martedì 9 agosto, l’FBI ha condotto una perquisizione nella casa dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in Florida. Lo ha annunciato lo stesso Trump con un comunicato, sottolineando che al momento della perquisizione si trovava nel suo appartamento a New York. Secondo l’ex presidente, gli agenti avrebbero sequestrato alcuni documenti e avrebbero controllato la cassaforte. La casa è una grande villa chiamata Mar-a-Lago a Palm Beach, di proprietà di Trump dal 1985.

Non è stato comunicato cosa stesse cercando l’FBI, ma secondo quanto riferito da alcuni giornali, l’operazione aveva a che fare con documenti riservati che Trump aveva portato nella villa alla fine del suo mandato presidenziale. Lo ha dichiarato anche Eric Trump, figlio dell’ex presidente, che in un’intervista per Fox News ha dichiarato che l’FBI voleva controllare se nella villa fossero ancora presenti quei documenti. Si tratta di una questione di cui si parla da mesi, dopo che la National Archives and Records Administration, agenzia del governo Usa incaricata di conservare i più importanti documenti governativi, aveva chiesto al dipartimento di Giustizia di indagare su un possibile uso illecito di documenti riservati da parte di Trump.

Secondo l’ex presidente si tratterebbe di “un attacco alla mia candidatura“.

L’accusa nei confronti di Trump

L’agenzia aveva dichiarato che, al termine del suo mandato presidenziale, Donald Trump aveva portato via dalla Casa Bianca diversi documenti governativi, violando il Presidential Records Act, una legge che impone ai presidenti di consegnare tutti i documenti. Tra questi ce ne sarebbero alcuni definiti “classified“, ovvero riservati e coperti da vincolo di segretezza.

A gennaio l’agenzia aveva mandato funzionari a Mar-a-Lago a riprendere 15 scatoloni contenenti documenti ufficiali e un mese dopo aveva chiesto al dipartimento di Giustizia di avviare un’indagine. Tra i documenti ce n’erano anche relativi all’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. Trump li avrebbe addirittura strappati, ma alcuni collaboratori li avevano ricomposti con il nastro adesivo. Non è chiaro se prima di lasciare la Casa Bianca l’ex presidente avesse tolto il vincolo di segretezza dai documenti, come aveva già fatto in passato. Se così fosse, non avrebbe violato nessuna legge.

Contents.media
Ultima ora