Un’opera d’arte satirica sta facendo scalpore in diversi Stati Uniti, mettendo in discussione il ruolo di Donald Trump nella guerra in Iran. La scultura, alta tre metri e colorata d’oro, è stata realizzata dal collettivo artistico The Secret Handshake noto per le sue opere provocatorie.
La statua, intitolata ‘Trofeo di partecipazione alla guerra in Iran’ è apparsa per la prima volta a Washington di fronte alla libreria del Martin Luther King Jr.
Memorial. La targa sotto la scultura recita in modo sarcastico: “Con la presente conferiamo al presidente Donald J. Trump questo trofeo di partecipazione per il suo coinvolgimento entusiastico nella guerra contro l’Iran.”
Le tappe del tour e l’invito al pubblico
Dopo Washington, la scultura è stata avvistata a Foley Square, a Manhattan, e poi davanti al Capitol di St.
Paul, in Minnesota. Gli artisti hanno creato un account Instagram per aggiornare il pubblico sulle prossime tappe del tour.
La scultura è accompagnata da un cartello che invita i passanti a lasciare i propri trofei fatti a mano, “affinché il presidente possa rivendicarli come propri”. Questo invito ha suscitato grande interesse e partecipazione, con molte persone che hanno contribuito con le loro creazioni.
L’impatto mediatico e le opere precedenti
Il gruppo The Secret Handshake ha già fatto parlare di sé lo scorso settembre con la statua ‘Best Friends Forever’ che ritraeva Trump avvinghiato in un ballo con Jeffrey Epstein. Oltre a questa, il collettivo ha realizzato altre opere satiriche, tra cui una riproduzione gigante del famigerato biglietto d’auguri per Epstein e una toilette dorata intitolata ‘Il trono del re’.
La reazione del pubblico e i progetti futuri
La scultura ha suscitato grande interesse e dibattito, soprattutto per il suo messaggio provocatorio. Il collettivo artistico ha dichiarato che la scelta di portare la statua a New York è stata significativa, data la vicinanza al luogo in cui Trump è stato precedentemente perseguito. “Plus, è New York. Se puoi partecipare qui, puoi partecipare ovunque”, ha commentato un rappresentante del gruppo.
Dopo la tappa a St. Paul, il collettivo ha in programma di portare la scultura in altre città, con Los Angeles come possibile destinazione futura. “Sarebbe incredibile”, ha aggiunto il rappresentante, sottolineando l’importanza di portare il messaggio dell’opera a un pubblico più ampio.
