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La superstite di Bucha: “Come si fa a chiamarle onorificenze?”

Nelle ore terribili in cui le "Guardie" della 64ma brigata fucilieri sterminavano tutti la superstite di Bucha era là: “Perché chiamarle onorificenze?”

Parla una superstite dei massacri attribuiti ai russi

Le parole di Vittoria Klimtsova, una superstite del massacro di Bucha sono di stupore ed orrore insieme: “Come si fa a chiamarle onorificenze?”. All’Adnkronos la donna che ha assistito alle stragi  e che nelle stesse ha perso marito e nipote commenta il riconoscimento attribuito da Vladimir Putin ai soldati russi che nel settore di Bucha hanno operato. 

La superstite di Bucha sulle “onorificenze”

Ha detto la donna: “Io non ho parole, sono sopraffatta dalle emozioni“. Vittoria ha un concetto tragicamente diverso di “onorificenza” in merito a quella assegnata da Putin al reparto dell’esercito russo che era di stanza nella cittadina a nord-ovest di Kiev. Quegli atti di pura barbarie dei fanti della 64esima brigata fucilieri motorizzati erano stati premiati con il titolo onorifico di “Guardie”

Il marito ucciso mentre cucinava per tutti

In quei giorni orrendi Vittoria ha perso il nipote ed è stata testimone diretta dell’omicidio del marito, ucciso il 28 marzo dopo che l’esercito russo ha aperto il fuoco contro lui e un amico. Cosa facevano i due? Stavano cucinando per tutto il vicinato. E vittoria si chiede: “Come si fa a dare onorificenze a quelli là, e come si fa a chiamarle onorificenze? Onorificenza al ‘pedofilo e pervertito’?”.

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