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Latte richiamato dai supermercati: rischio deterioramento per un lotto in scadenza

Latte richiamato dai supermercati: rischio deterioramento per un lotto in scadenza

Il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo di un lotto di latte fresco Cigno parzialmente scremato e pastorizzato ad alta temperatura, a causa di un possibile deterioramento del prodotto.

Il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo di un lotto di latte fresco Cigno parzialmente scremato e pastorizzato ad alta temperatura, a causa di un possibile deterioramento del prodotto. L’avviso, relativo a un provvedimento avviato il 12 ottobre 2026, è stato pubblicato sul portale ministeriale dedicato alla sicurezza alimentare. Il richiamo riguarda confezioni da un litro in bottiglie di plastica e interessa un unico lotto, identificato dalla data di scadenza del 14 ottobre 2026.

Ai consumatori che avessero già acquistato il prodotto viene raccomandato di non consumarlo e di riportarlo al punto vendita in cui è stato comprato. La segnalazione mira a evitare che eventuali confezioni ancora presenti nelle abitazioni vengano utilizzate, in attesa di ulteriori informazioni sulle cause del possibile deterioramento.

Quale latte Cigno è interessato dal richiamo

Il provvedimento riguarda il latte Cigno parzialmente scremato e pastorizzato a temperatura elevata, commercializzato in bottiglie di plastica da un litro. Il prodotto è realizzato da Cooperlat Società Cooperativa, con sede e stabilimento produttivo a Jesi, in provincia di Ancona.

L’allerta interessa esclusivamente il lotto con scadenza 14 ottobre 2026, che costituisce anche il riferimento per identificarlo.

Nell’avviso del Ministero della Salute, la motivazione indicata è un sospetto deterioramento del latte, senza ulteriori dettagli sulle possibili cause.

Per verificare le informazioni ufficiali è possibile consultare la pagina del Ministero della Salute dedicata agli avvisi e ai richiami alimentari.

Cosa devono fare i consumatori che hanno acquistato il prodotto

Chi ha acquistato una bottiglia di latte Cigno appartenente al lotto interessato deve evitare di consumarla, anche se la confezione appare integra, e restituirla al negozio in cui è stata acquistata. È importante controllare la data riportata sulla bottiglia per accertarsi che corrisponda a quella indicata nell’avviso.

Il richiamo si inserisce in una serie di allerte alimentari diffuse negli ultimi giorni dal Ministero della Salute. Tra le segnalazioni citate figurano il ritiro di un lotto di caffè Bialetti per la presenza di ocratossina A oltre i limiti previsti e quello di un tramezzino al prosciutto COOP per un problema di etichettatura relativo agli allergeni. In precedenza erano stati segnalati anche un formaggio Valtellina Casera DOP per un possibile rischio microbiologico legato a Escherichia coli STEC, un salume per la possibile presenza di salmonella e un minestrone commercializzato da Esselunga per un errore in etichetta.

In presenza di un richiamo alimentare, verificare il lotto e seguire le indicazioni dell’autorità sanitaria è fondamentale per tutelare la propria sicurezza.

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