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Le prime unità del missile nucleare Sarmat saranno operative per l’autunno

La conferma del capo dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, Dmitry Rogozin: le prime unità del missile nucleare Icbm Sarmat operative per l’autunno

Un Sarmat in silo di lancio

Le prime unità del missile balistico nucleare russo Sarmat saranno operative per l’autunno: la nota con cui l’agenzia russa Tass illustra la nuova tappa del calendario dell’Apocalisse di Mosca fa paura all’Occidente. E la fa sostanzialmente per due motivi: perché lo scudo balistico europeo è ancora carente e molto indietro e perché quello Usa, avanzatissimo, si trova ancora in una fase di testing 3 per l’omologo del Sarmat, il Minuteman II

Unità Sarmat operative entro l’autunno

Insomma, Vladimir Putin “ce l’ha più lungo e ce l’ha prima” e il capo del Cremlino lo ha voluto far sapere. Il sistema strategico RS-28 entrerà dunque in servizio fra pochi mesi. Ed è un risultato che da un punto di vista tecnologico sta fra lo strabiliante e l’azzardato, a contare che quel nuovo missile balistico intercontinentale (Icbm) aveva concluso i test non più di una settimana fa. Il Sarmat può trasportare numerose esche per ingannare i sistemi di difesa missilistici e disperdere fino a 15 testate nucleari, capaci di colpire diversi obiettivi dall’Europa al Nord America

Seimila chilometri suborbitali, tutti in Russia

Il lancio finale era stato effettuato mercoledì 20 aprile dal cosmodromo di Plesetsk, nella regione russa di Arkhangelsk. Lo stadio del missile era poi caduto nella penisola di Kamchatka, a quasi seimila chilometri di distanza. Negli Usa il Sarmat lo chiamano “figlio di satana” dato che è l’erede dei sovietici R-36M chiamati in codice dalla Nato SS-18 Satan. E che il Sarmat verrà distribuito ai siti missilistici nucleari a partire dal prossimo autunno è stato confermato anche dal capo dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, Dmitry Rogozin

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