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Crisi nel Mar Rosso, l'allarme di Coldiretti: perdite di 5,5 miliardi per l'export alimentare

Porto

Crisi nel Mar Rosso export italiano a rischio di perdite ingenti

Gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso vanno avanti ormai da tempo e, almeno per il momento, non sembrano in procinto di fermarsi. E come ogni crisi anche questa avrà dei risvolti sull’economia e, dopo le perdite già stimate per quanto riguarda l’import, di recente Coldiretti ha condiviso un report che riguarda invece l’export italiano e – bisogna ammetterlo – la situazione non promette affatto bene.

Crisi in Mar Rosso: export italiano a rischio

Tramite i dati Istat la Coldiretti ha avuto modo di analizzare la situazione dell’export italiano per quanto riguarda la recente crisi nel Mar Rosso. Stando a quanto dichiarato, gli attacchi degli Houthi nella zona rendono il Canale di Suez inutilizzabile costringendo le navi mercantili a trovare altre rotte che però si allungano, aumentando così i costi che, inesorabilmente, ricadranno anche sui consumatori.

Ma la situazione ha un impatto anche sulla qualità dei prodotti che, a causa dei viaggi più lunghi, perdono anche di freschezza. E l’allarme lanciato da Coldiretti sottolinea che a causa di queste difficoltà l’export alimentare italiano potrebbe perdere intorno ai 5,5 miliardi, risultato che l’Italia aveva raggiunto nel 2023 nella zona asiatica.

La risposta italiana

Proprio per evitare che tale analisi si realizzi l’Italia si sta dando da fare per cercare di trovare una soluzione alla crisi nel Mar Rosso. Il nostro paese ha già firmato un documento, insieme a Francia e Germania, per richiedere un rafforzamento della presenza europea nella zona con lo scopo di difendere gli scambi commerciali potenziando quindi l’operazione, già in atto, denominata Agenor.

Ma l’azione del nostro paese non si ferma qui ed il governo sembra pronto ad anticipare eventuali ricadute sull’economia del nostro paese mobilitando la Sace a supporto dei rincari subiti da piccole e medie compagnie mercantili italiane. Una strategia che però verrà attuata solo se la situazione di instabilità dovesse prolungarsi eccessivamente.