A 70 anni dalla tragedia di Marcinelle, l’Italia ricorda le 262 vittime della miniera di Bois du Cazier, ma la commemorazione è segnata anche dallo scontro tra Giorgia Meloni e la Cgil. La premier accusa il sindacato di un gesto «grave e vergognoso», mentre Maurizio Landini respinge le accuse e parla di una ricostruzione falsa.
Marcinelle, l’8 agosto diventa Giornata europea per le vittime del lavoro
L’8 agosto coincide anche con la 25esima Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, istituita per rendere omaggio agli emigrati che, attraverso il proprio lavoro, hanno contribuito allo sviluppo dell’Italia e dei Paesi che li hanno accolti.
“Le vittime di Marcinelle sono parte dell’identità collettiva del nostro Paese”, ha evidenziato Mattarella, ricordando come il significato della tragedia abbia ormai assunto una dimensione europea.
La Commissione, su iniziativa del Parlamento europeo e degli Stati membri, ha infatti deciso di proporre l’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro.
Anche la premier Giorgia Meloni ha definito Marcinelle “una vicenda che appartiene alla nostra memoria collettiva”, ricordando i 136 italiani emigrati in Belgio “in cerca di un futuro migliore e che trovarono, purtroppo, la morte nel buio di una miniera”. Secondo Meloni, l’iniziativa europea ribadisce che il lavoro deve essere “sinonimo di dignità, diritti e sicurezza”. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito Marcinelle “una tragedia italiana, ma anche profondamente europea”, sottolineando la necessità di trasformare il ricordo in “responsabilità e azione”.
Sergio Mattarella: “Il diritto al lavoro e alla sicurezza, principi fondanti dell’Europa”
A 70 anni dalla tragedia di Marcinelle, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato le 262 vittime dell’incendio nella miniera di Bois du Cazier, tra cui 136 italiani. Nel messaggio inviato per l’anniversario, il Capo dello Stato ha sottolineato il valore della memoria e il dovere di tutelare la sicurezza dei lavoratori: “Nel ricordo dei tragici fatti di Marcinelle – ha scritto il presidente della Repubblica – l’Italia si unisce nel fare memoria dei lavoratori nostri concittadini, che, assieme ai loro colleghi di altre undici diverse nazionalità, persero la vita nelle viscere del Bois du Cazier”. Per Mattarella, “il diritto al lavoro, l’esigenza di tutelarne ovunque e per chiunque la sicurezza – cardine della nostra Costituzione – esprime oggi un principio fondante che accomuna l’intera casa europea”. Alla commemorazione in Belgio ha partecipato la ministra del Lavoro Marina Calderone, insieme al presidente del Senato Ignazio La Russa e al sottosegretario agli Esteri Massimo Dell’Utri.
Marcinelle, Meloni contro Landini: “Vergognoso gesto della Cgil”. Sindacato belga: “Stiamo stati noi”
La commemorazione è stata accompagnata anche da tensioni politiche. Alcuni manifestanti presenti al Bois du Cazier hanno protestato durante l’intervento di Ignazio La Russa, voltandosi di spalle mentre il presidente del Senato leggeva il messaggio di Mattarella. Il gesto è stato attribuito inizialmente a rappresentanti della Cgil e denunciato dal capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo Carlo Fidanza, che lo ha definito “patetico e vergognoso”.
La premier Meloni ha parlato di un “gesto grave e vergognoso”, sostenendo che Marcinelle “non è il luogo per le divisioni politiche. È il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro”. La Cgil ha però respinto le accuse. Il segretario generale Maurizio Landini ha spiegato all’Ansa: “La Cgil, se non lo sa glielo dico, non si gira mai dall’altra parte in nessun momento, tantomeno nel rispetto del nostro presidente della Repubblica”.
Secondo quanto ricostruito sul posto, a voltarsi sarebbero stati membri del sindacato belga Fgtb, presenti con il fazzoletto Fgtb-Cgil, e non i rappresentanti italiani della Cgil. La protesta è stata motivata da alcune posizioni politiche di La Russa, mentre il sindaco di Charleroi Thomas Dermine ha accusato di “ipocrisia” chi difende i lavoratori e “chiude le frontiere”, ribadendo il carattere antifascista della città.
