Mario Roggero resta in carcere: l’Ufficio di Sorveglianza di Torino ha respinto la richiesta di differimento della pena. Intanto il caso riaccende il dibattito sulla legittima difesa e il procuratore capo di Milano invita ad abbassare i toni.
Il procuratore Viola invita ad abbassare i toni sul caso e sulla legittima difesa
La decisione ha riacceso il dibattito pubblico sulla legittima difesa, alimentando anche numerosi attacchi sui social nei confronti dei magistrati che hanno pronunciato la condanna. Come riportato dall’Ansa, sulla vicenda è intervenuto il procuratore capo di Milano, Marcello Viola, che ha invitato tutte le parti a mantenere un clima di maggiore equilibrio istituzionale.
“Bisogna abbassare i toni, da parte di tutti, e lasciare alla magistratura il modo e il tempo di fare il proprio lavoro“, ha dichiarato.
Viola ha inoltre sottolineato l’importanza di leggere attentamente le motivazioni dei provvedimenti prima di formulare giudizi, ribadendo la necessità di ristabilire un confronto più sereno tra istituzioni per evitare ulteriori tensioni.
A margine della sua audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico, ha affrontato anche il tema delle possibili modifiche alla normativa sulla legittima difesa, ricordando che spetta al Parlamento decidere se intervenire sulla legge, mentre la magistratura è chiamata ad applicare quella attualmente in vigore. “Se il legislatore dovesse modificarla, ne prenderemo atto e ci adegueremo al nuovo quadro normativo“, ha concluso.
Mario Roggero, respinta l’istanza di scarcerazione: cosa succede ora
L’Ufficio di Sorveglianza di Torino ha respinto l’istanza di differimento della carcerazione presentata dalla difesa di Mario Roggero, detenuto nel carcere di Bollate (Milano) dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione. La sentenza riguarda la sparatoria avvenuta il 28 aprile 2021 fuori dalla sua gioielleria di Grinzane Cavour, nel Cuneese, quando Roggero uccise due rapinatori in fuga e ferì gravemente un terzo dopo aver inseguito il gruppo all’esterno del negozio.
Nel provvedimento, stando a quanto riportato dall’Ansa, il magistrato di sorveglianza Elena Massucco evidenzia che non sono emerse, né sono state indicate dalla difesa, “circostanze di necessità e di urgenza“ tali da giustificare un intervento cautelare in questa fase. Per questo motivo la richiesta è stata respinta. Gli atti saranno ora trasmessi al Tribunale di Sorveglianza, alla Procura generale della Corte d’Appello di Torino e all’Ufficio di Sorveglianza di Milano, che proseguiranno l’iter previsto dalla procedura.
