Il quartiere Barona di Milano ha accolto di nuovo Fabio Bartolo Rizzo, meglio noto come Marracash, in una giornata che ha mescolato memoria personale e azione collettiva. Il suo Marra Block Party ha riportato il rap alla dimensione di strada, proprio dove molte delle sue tracce hanno preso forma, trasformando una via chiusa al traffico in un palco aperto alla comunità.
La scelta di esibirsi in un contesto familiare e compatto non è stata casuale: biglietti a 25 euro, priorità d’acquisto per i residenti e una formula pensata per restituire valore al territorio. Dietro la semplicità dell’evento si è mosso un progetto che unisce musica, partecipazione e riqualificazione, con l’obiettivo concreto di destinare i proventi a interventi locali.
Il ritorno alle origini
Il Marra Block Party, ospitato in Via Enrico De Nicola, ha avuto il sapore di un ritorno a casa. L’artista ha alternato brani che raccontano gli esordi a pezzi recenti, in un percorso che ha enfatizzato il valore delle radici. In scena c’era una scenografia volutamente essenziale: casse importanti, uno schermo led e la scritta Barona a sottolineare il legame con il quartiere.
L’atmosfera ricordava le celebrazioni classiche del block party, feste di strada nate per aggregare comunità e culture musicali.
Atmosfera e parole dal palco
Durante la performance Marracash non ha nascosto l’emozione: ha raccontato episodi di infanzia, la rabbia che lo ha accompagnato e la necessità di trasformarla in energia positiva. Frasi come “Barona sono a casa” hanno tagliato il suono delle basi, restituendo autenticità al momento. A supporto c’era la consolle e gli scratch di DJ TY1, che hanno dato corpo a una serata che ha alternato ritmo e riflessione.
Un evento con finalità sociale
Il carattere benefico del Marra Block Party è stato più che un valore simbolico: i biglietti sono stati messi in vendita con la promessa che il ricavato, al netto di IVA e SIAE, sarebbe stato destinato a progetti per i giovani. I costi di produzione sono stati coperti da partner e sponsor, così che l’intero incasso potesse sostenere la riqualificazione di strutture sportive e scolastiche del quartiere.
Risultati concreti
Nel corso della serata Marracash ha annunciato che sono stati raccolti oltre 230mila euro, somma che verrà impiegata per interventi come la ristrutturazione dei campetti dell’Istituto Sant’Ambrogio e altre iniziative ancora in fase di definizione. L’azione concreta ha trasformato il concerto in un progetto sociale, con l’obiettivo di lasciare una traccia duratura nel territorio.
Elementi creativi e ospiti
Oltre alla musica, l’evento ha offerto momenti di creatività condivisa: una grande installazione firmata da un Lego Certified Professional con quasi 10mila mattoncini è stata decorata dai writer ViperHaze e Luna con la scritta “Barona”. I presenti hanno potuto staccare e portare via i mattoncini, contribuendo letteralmente a un’opera collettiva che nascondeva la frase “Siamo pezzi unici dello stesso quartiere”.
Il duetto con Elodie
La serata si è arricchita con un momento particolarmente atteso: l’apparizione di Elodie per cantare insieme a Marracash “Niente canzoni d’amore“. Il brano, che nel tempo è stato letto come un pezzo simbolico della loro storia personale, è stato eseguito senza teatralità, con sguardi e un abbraccio che hanno suggerito una ridefinizione del rapporto piuttosto che un ritorno al passato. Per qualche minuto la musica ha fatto da ponte tra esperienze condivise e professionali.
Al termine dell’esibizione Marracash ha salutato il pubblico e ha lasciato il palco a piedi: un gesto che ha chiuso la serata con la stessa semplicità con cui era iniziata. Il Marra Block Party ha così consolidato un’immagine precisa: quella di un artista ormai consacrato che sceglie di restituire al suo quartiere il valore di ciò che ha guadagnato, trasformando la musica in motore di cambiamento sociale.