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Massimo Galli sul vaiolo delle scimmie: “Troppi animali in viaggio”

I casi di "monkeypox" iniziano a dare una certa inquietudine al mondo ed il professor Massimo Galli fa un sunto sul vaiolo delle scimmie e sulle cause

Il professor Massimo Galli

Sul vaiolo delle scimmie Massimo Galli ha spiegato a Fanpage: “Troppi animali in viaggio”. L’infettivologo milanese ritiene che il nuovo virus sia strettamente collegato ad alcune specie animali la cui incrementata mobilità a seguito dell’uomo ha comportato un incremento dei casi di contagio di un virus che ha come animali ospiti i roditori.

Ha detto Galli: “Parliamo di un’infezione causata da un orthopoxvirus che somiglia, per molti aspetti, al virus del vaiolo, dal quale tuttavia è abbastanza lontano dal punto di vista evolutivo e filogenetico”. E ancora: “Probabilmente il virus non si è evoluto nella scimmia bensì nel suo animale ospite che con molta probabilità è uno scoiattolo africano selvatico. Tale virus è già venuto alla ribalta nel 2003, quando si registrò una piccola epidemia negli Stati Uniti: a causarla fu l’importazione di un grosso ratto chiamato cricetomys gambianus che delle persone volevano, bontà loro, tenere in casa come animale da compagnia”. 

Cosa dice Massimo Galli sul vaiolo delle scimmie

Poi Galli ha spiegato: “Ebbene, l’epidemia causò un discreto problema sanitario anche se le infezioni umane non furono particolarmente gravi e la sintomatologia fu blanda. La letalità nell’epidemia statunitense fu pari a zero”. Il monito dell’infettivologo è chiaro: “Quello che dimentichiamo fin troppo facilmente è che facciamo viaggiare molti, troppi animali selvatici da un capo all’altro della terra per usarli come animali da compagnia. Nel 2004 lessi un rapporto dell’US Fish and Wildlife Service secondo cui nei quattro anni precedenti negli USA erano stati importati un trilione di animali selvatici tra mammiferi, pesci, anfibi e rettili.

Tra questi animali c’era anche il cricetomys gambianus. È verosimile che anche i contagi di questi ultimi giorni dovuti al vaiolo della scimmia siano dovuti a questo tipo di dinamica”. E come sarebbe possibile rimediare secondo il professor Galli? 

“Individuare subito gli ospiti-serbatoio”

“Andrebbero individuati gli ospiti serbatoio naturali: potrebbero essere scoiattoli Funisciurus aneritrus o Funisciurus congicus, ma il virus può infettare anche scimmie e vari roditori come l’ormai famoso cricetomys gambianus, animale non gradevolissimo da vedere tanto che mi chiedo per quale motivo al mondo qualcuno debba decidere di allevarlo in casa”.

E in chiosa: “Comunque tant’è: è quasi certo che qualcuno abbia importato animali infetti e il fatto che il virus sia stato individuato in diverse nazioni mi fa pensare a uno “stock” problematico”.

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