Matteo Santoro, nome ormai familiare nel mondo dei tuffi, sta vivendo un anno straordinario. Nel 2026, il giovane atleta italiano ha già aggiunto due medaglie d’oro al suo palmarès: una agli Assoluti Indoor di Torino e l’altra agli Europei di Parigi dove ha gareggiato al fianco di Chiara PellacaniSarah Jodoin Di Maria e del promettente Raffaele Pelligra classe 2008.
La sua carriera è in ascesa, ma Matteo non si limita al solo sport. Ha scelto di trasferirsi a Miami dove studia Economia grazie a una borsa di studio, bilanciando impegni accademici e sportivi con una dedizione che pochi possono eguagliare.
La routine di un atleta tra studio e tuffi
Ospite del podcast Camera Di Chiamata condotto da Luca Dotto Matteo ha condiviso dettagli della sua quotidianità.
Le sue giornate sono intense, divise tra lezioni universitarie, allenamenti e momenti di relax con gli amici. Nonostante il ritmo serrato, trova sempre il tempo per sé stesso, ritagliandosi momenti di solitudine che considera fondamentali per ricaricarsi.
Miami, per Matteo, è la città perfetta. Apprezza il clima, la presenza del mare e l’atmosfera cosmopolita che la caratterizzano.
Qui, oltre a studiare, si allena con l’obiettivo di migliorare costantemente e puntare alle Olimpiadi. La sua compagna di avventura in questa nuova fase è Chiara Pellacani con cui condivide sia gli studi sia gli allenamenti.
Scaramanzia e metodo: i rituali di Matteo Santoro
Matteo è noto per essere scaramantico e metodico. Prima di ogni gara segue una routine precisa: se il primo tuffo va bene, ripete esattamente le stesse azioni durante le pause. Se invece il tuffo non va come previsto, cambia tutto. Tra i suoi piccoli riti ci sono la disposizione delle ciabatte e la sistemazione degli asciugamani.
“Sono molto scaramantico” – ha dichiarato – “Ma diciamo anche abitudinario. In gara ho le mie routine: se il primo tuffo va bene, nella pausa ripeto esattamente la stessa identica cosa. Se invece il tuffo va male, cambio la routine. Piccole cose, come ad esempio la posizione delle ciabatte o la sistemazione dell’asciugamano… Non c’è nulla di logico, lo so bene, ma a me trasmette sicurezza.”
La passione per il tennis e la musica
Oltre ai tuffi, Matteo coltiva altre passioni. È appassionato di tennis e ama ascoltare musica durante i suoi momenti liberi. Questi hobby gli permettono di staccare dalla routine sportiva e accademica, mantenendo un equilibrio che ritiene essenziale per il suo benessere.
Dai primi tuffi all’ascesa internazionale
La storia di Matteo Santoro nel mondo dei tuffi inizia molto presto. Alice Palmieri la sua storica allenatrice, ha ricordato come tutto sia iniziato quasi per gioco. “Aveva appena 4 anni quando è entrato in piscina” – ha dichiarato alla Gazzetta – “In realtà non era stato lui a scegliere i tuffi: era stata sua sorella maggiore, Melanie che aveva due anni più di lui, a trascinarlo in questo mondo.”
Matteo era un bambino educatorispettoso delle regole ma allo stesso tempo instancabile. La sua curiosità e vivacità lo hanno sempre spinto a provare cose nuove. I tuffi più semplici li eseguiva con una naturalezza che non si insegna, un talento che ha coltivato fin da piccolo.
“I tuffi più semplici li fanno tutti, ma lui li eseguiva particolarmente bene, con una naturalezza che non si insegna. Alcuni bambini quel talento ce l’hanno semplicemente dentro. Anche aver iniziato così presto gli ha permesso di assimilare la tecnica quasi senza accorgersene. È cresciuto imparando i tuffi insieme ai movimenti del suo corpo. Molte cose le ha apprese mentre cresceva” – ha aggiunto Alice Palmieri.
Con una carriera già ricca di successi e un futuro promettente, Matteo Santoro continua a stupire, dimostrando che con dedizione e passione è possibile raggiungere traguardi straordinari.
