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McNulty sorpassa i big e vince il titolo mondiale a Montreal

McNulty sorpassa i big e vince il titolo mondiale a Montreal

McNulty sorprende al Mondiale di Montreal: l’oro in solitaria, l’Italia al nono posto con Ciccone.

Il campionato mondiale di ciclismo su strada 2026 si è svolto su un circuito cittadino di Montreal, una ruta caratterizzata da numerose curve tecniche, salite brevi ma ripetute e una superficie spesso scivolosa. L’assenza di Tadej Pogacar, vittima di un infortunio alla Vuelta, ha lasciato il campo aperto a molteplici attacchi, trasformando la gara in una vera e propria partita a scacchi su due ruote.

Fin dalle prime ore è stata evidente la volontà dei principali team di non permettere a nessuno di instaurare una fuga definitiva, ma le circostanze avrebbero presto favorito un inesperto protagonista.

La fuga decisiva di Brandon McNulty

All’incirca 32 chilometri dal traguardo il neodimotrice della UAE Team Emirates, Brandon McNulty, ha lanciato una mossa audace.

Dopo aver osservato i gruppi di testa in continuo scambio, ha sfruttato un breve momento di calma sul rettilineo per percorrere il suo attacco in solitaria. Il compagno di squadra Matteo Jorgenson ha subito chiuso la scia, impedendo ai principali rivali di reagire in modo coordinato. In pochi minuti, McNulty ha guadagnato più di 30 secondi, e il suo vantaggio è cresciuto costantemente, raggiungendo il minuto quando il gruppo di inseguitori iniziava la fase finale.

La risposta dei big

Nel frattempo, il gruppo di testa, composto da Michael Matthews, Mathieu van der Poel, Quinn Simmons e Isaac Del Toro, ha tentato diverse controffensive. Le salite finali dell’università di Montreal hanno visto tentativi di Van der Poel e del belga Remco Evenepoel, ma entrambi hanno dovuto accorpare le energie per rispondere alla crescente distanza di McNulty. Anche il numero due della classifica generale, Mads Pedersen, è stato costretto a dilatare il passo, mentre la squadra britannica di Tom Pidcock ha faticato a mantenere il ritmo, lasciandosi dietro da un piccolo margine.

Il podio e le altre top ten

All’arrivo, il cronometro ha mostrato un vantaggio di 13 secondi per McNulty sul suo più prossimo inseguitore, l’australiano Michael Matthews, che ha conquistato l’argento. Il terzo gradino del podio è stato occupato dal campione olandese Mathieu van der Poel, a pari distanza dal secondo. Dietro di loro, Quinn Simmons è diventato il quarto classificato, seguito da Isaac Del Toro al quinto posto, Mads Pedersen al sesto e Tom Pidcock al settimo. Il compagno di squadra di McNulty, Matteo Jorgenson, si è piazzato ottavo, mentre l’italiano Giulio Ciccone, che aveva lottato fin dal quarto giro, ha concluso in nona posizione, la migliore classifica italiana della corsa.

Altri risultati italiani

Accanto a Ciccone, la nazionale ha visto la giovane promessa Lorenzo Finn al suo debutto, ma ha terminato la gara al cinquanta-cinquesimo posto, a più di dieci minuti dal vincitore. Il risultato complessivo dei corridori italiani è stato quindi considerato rispettabile, ma il ciclista di Firenze ha espresso una lieve delusione, sottolineando che avrebbe sperato in un posizionamento più alto.

Le parole dell’azzurro e i progetti futuri

Giulio Ciccone, dopo aver tagliato il traguardo in nona posizione, ha dichiarato che la gara è stata estremamente dura, soprattutto per gli crampi che lo hanno colpito negli ultimi chilometri. Nonostante la delusione, ha riconosciuto l’impegno di tutta la squadra, evidenziando la capacità di rispondere alle tattiche dei concorrenti fino all’ultimo metro. L’azzurro ha inoltre sottolineato che la lezione appresa sarà fondamentale per la preparazione alle prossime corse di stagione, come gli Europei e il Giro di Lombardia.

Per quanto riguarda il vincitore, Brandon McNulty la prestazione ha segnato il ritorno degli Stati Uniti sul podio mondiale dopo più di tre decenni, l’ultimo capitolo di questo successo risale al periodo di Lance Armstrong. Il 28enne indossa ora la maglia arcobaleno, ma i prossimi dodici mesi lo vedranno tornare come gregario in una squadra di punta, pronto a sostenere i leader nelle classiche e nei grandi giri.

Il futuro del ciclismo maschile si prospetta aperto, con nuovi volti emergenti e una competizione ancora più serrata nei prossimi mesi.

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