Il mondo dei social ha visto un crescente utilizzo dei deepfake nei filmati che circolano sul web e non solo, i volti delle persone famose applicati sopra ad altri filmati e impegnati a dire frasi apparentmente sconnesse e non attribuibili alla reale persona che ha prestato a sua insaputa il volto, il caso è naturalmente arrivato anche in Italia.
Il rischio di indurre il pubblico a credere alle parole ascoltate
I deepfake sono un’arma potentissima in quanto il pubblico che vi assiste non percepisce che si tratta di un contenuto realizzato attraverso l’utilizzo di programmi di intelligenza artificiale.
Gli scenari utilizzati e i campionamenti del tono della voce fanno sembrare i video come realizzati in diretta e spesso le frasi utilizzate sono reali e quindi facilmente attribuibili a sfoghi fuori onda e non a contenuti falsi.
L’attenzione è quindi massima anche da parte degli organi che si occupano di difendere i diritti di immagine di persone famose che sono le vittime più comuni di queste pratiche.
La denuncia di Mentana e la sospensione di Striscia La Notizia
Enrico Mentana, giornalista italiano ha deciso di fare causa a Mediaset R.T.I. per l’utilizzo di deepfake realizzati con l’uso non consentito della sua voce e del suo volto.
Il programma dove questi sono stati visti è “Striscia La Notizia” che aveva fatto attribuire al giornalista frasi mai dette, il tutto però sembrava credibile, complice l’impressionante cura dei dettagli, dalla voce al viso e persino lo studio tv dove normalmente conduce i tg.
Ora quindi come riporta Libero Quotidiano, per il programma di Antonio Ricci è arrivato un ammonimento e non potrà utilizzare immagini di Enrico Mentana realizzate con AI se non in caso di processo di fronte ai giudici.
Quanto fatto da Mentana è un primo importante segnale di denuncia verso i contenuti artificiali che vedono come protagonisti volti noti della tv e dello spettacolo.
