Alla Camera dei deputati si è aperta una fase di forte tensione istituzionale legata allo stallo della Commissione di Vigilanza Rai, con conseguente blocco dei lavori e dure accuse politiche sulla gestione del numero legale. La protesta del deputato Roberto Giachetti si ammanetta ha riportato al centro del dibattito il funzionamento degli organi di controllo e il rapporto tra maggioranza e opposizioni, fino a produrre una rapida reazione politica e la convocazione della commissione.
“Resto qui”. Momenti di caos alla Camera: il deputato si ammanetta al banco
Nelle ultime ore l’Aula della Camera dei deputati ha vissuto una fase di forte tensione, con i lavori parlamentari rallentati da una protesta clamorosa legata allo stallo della Commissione di Vigilanza Rai. Il contesto è quello di una paralisi istituzionale denunciata da tempo, che ha spinto il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti a compiere un gesto estremo: “Contro il sequestro della Commissione Vigilanza Rai da parte della maggioranza, mi autosequestro nella casa della democrazia e passo da questo momento allo sciopero della fame a quello della sete”.
Dopo dodici giorni di digiuno, Giachetti ha deciso di irrigidire ulteriormente la propria azione incatenandosi al banco parlamentare, trasformando simbolicamente l’emiciclo in un luogo di protesta civile. Il suo obiettivo dichiarato è quello di sbloccare la situazione e ripristinare il numero legale necessario al funzionamento della commissione. Ha inoltre aggiunto: “Invece di preoccuparsi per la mia salute, sarebbe utile che tutti ci occupassimo della salute della democrazia”.
Durante un’intervista radiofonica a Un Giorno da Pecora ha poi chiarito di essere passato allo sciopero della sete, raccontando anche dettagli personali della protesta, come il consumo minimo di bevande, la presenza del personale della Camera e la visita dello staff sanitario su indicazione della presidenza.
Centrodestra garantisce il numero legale: il passo indietro di Roberto Giachetti
La protesta ha rapidamente prodotto effetti politici. I rappresentanti della maggioranza di centrodestra in Commissione Vigilanza Rai, tra cui Francesco Filini, Roberto Rosso, Giorgio Maria Bergesio e Maurizio Lupi, hanno dichiarato: “Abbiamo a cuore la salute dell’on. Roberto Giachetti, di cui non condividiamo le motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere questa forma di lotta, ma ha il nostro rispetto sia umano che politico. Per questo ribadiamo che siamo disponibili a garantire il numero legale nella prossima seduta della Commissione di Vigilanza Rai”. Tale apertura ha rappresentato un punto di svolta, permettendo la convocazione della commissione fissata per il 27 maggio da parte della presidente Barbara Floridia, che ha auspicato la ripresa regolare dei lavori, sottolineando anche il ruolo istituzionale della presidenza della Camera guidata da Lorenzo Fontana.
A seguito di questo sviluppo, Giachetti ha deciso di sospendere le proprie iniziative non violente, riconoscendo che “Il comunicato che ho visto della maggioranza risponde perfettamente a questa iniziativa che ho messo in piedi oggi in aula”. Il deputato ha quindi affermato che la sua azione ha raggiunto l’obiettivo politico di ottenere una garanzia sul numero legale dopo una lunga fase di stallo. La vicenda si è così conclusa con un riavvio dei lavori della commissione e con l’attenzione riportata sulla necessità di assicurare il corretto funzionamento degli organi di controllo del servizio pubblico.