I nuovi sondaggi politici mostrano un momento di difficoltà per il centrodestra, con un calo diffuso dei principali partiti della maggioranza. Più stabile invece il centrosinistra, che mantiene i propri consensi senza variazioni significative.
Sondaggi politici, guai per Fratelli d’Italia e Lega: i numeri preoccupanti
Le più recenti rilevazioni raccolte da Termometro Politico, elaborate sulla base dei dati di sette istituti demoscopici TP, Piepoli, Bidimedia, Only Numbers, Swg, Eumetra e Demos, evidenziano un momento complicato per la coalizione di centrodestra.
Fratelli d’Italia resta il primo partito italiano, ma arretra fino al 28,4%, registrando il dato più basso degli ultimi due anni. In calo anche la Lega, che torna sotto la soglia del 7% fermandosi al 6,9%, mentre Forza Italia scende all’8%, livello che non raggiungeva da oltre un anno. La flessione della maggioranza arriva in un contesto segnato dalla sconfitta al referendum e dalle polemiche che hanno coinvolto il governo, tra dimissioni e tensioni interne che hanno inciso sulla fiducia degli elettori.
Nonostante il calo generale della coalizione, cresce Futuro Nazionale guidato da Roberto Vannacci, che raggiunge il 3,6% e potrebbe diventare determinante nei futuri equilibri politici. Sul fronte opposto, il centrosinistra mostra invece una situazione più stabile: il Partito Democratico resta il principale riferimento dell’area progressista con il 22%, pur registrando una lieve diminuzione rispetto alle precedenti rilevazioni.
Il Movimento 5 Stelle mantiene percentuali pressoché invariate al 12,7%, mentre Alleanza Verdi-Sinistra migliora leggermente arrivando al 6,5%.
Sondaggi politici: gli equilibri nel campo progressista
Tra le forze minori dell’area progressista, Italia Viva si attesta al 2,5% e +Europa all’1,5%, entrambe senza variazioni significative. Rimane invece autonoma Azione, che nelle ultime settimane ha recuperato terreno e sale al 3,1%, consolidando la propria presenza nel panorama politico nazionale. Nel complesso, i sondaggi descrivono una fase di trasformazione degli equilibri tra le coalizioni, con il centrodestra in evidente difficoltà e il centrosinistra che, pur senza crescite rilevanti, riesce a mantenere una maggiore tenuta rispetto agli avversari.