Morta dopo una cena: autopsia conferma reazione allergica
Morta dopo una cena: autopsia conferma reazione allergica
Cronaca

Morta dopo una cena: autopsia conferma reazione allergica

L'autopsia conferma che Chiara Ribechini è morta per una reazione allergica. La Procura acquisisce tutte le materie prime usate per preparare la cena.

Chiara Ribechini è morta per uno shock anafilattico dovuto a una forte reazione allergica. La conferma è arrivata dal medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo della 24enne, morta dopo aver cenato in un agriturismo in provincia di Pisa. Nelle prossime settimane le analisi riveleranno quale sia stato l’allergene che ha causato il malore, e soprattutto l’alimento incriminato. La Procura focalizza l’attenzione sul pane e la vellutata di piselli ordinati dalla ragazza ma anche sull’ago dell’infusore di adrenalina, poiché ritrovato piegato a novanta gradi.

Autopsia: morta per reazione allergica

L’autopsia conferma quanto avvenuto domenica 15 luglio. La 24enne Chiara Ribechini è morta per uno shock anafilattico dovuto a una forte reazione allergica, dopo aver cenato in un agriturismo in provincia di Pisa. La ragazza era infatti allergica al latte e ai suoi derivati nonché alle uova. Il medico legale avrà ora sessanta giorni di tempo per effettuare una serie “di analisi chimico-alimentari per cercare di individuare l’allergene” che ha stroncato la vita alla giovane.

Nella giornata di ieri, quindi, la notizia che la salma di Chiara Ribechini è stata dissequestrata. I funerali della ragazza si svolgeranno venerdì 20 luglio nella chiesa di Visignano, frazione di Cascina.

Nella giornata di ieri e di oggi, i carabinieri del Nas sono tornati nell’agriturismo per acquisire tutto quanto può essere necessario per capire cosa sia successo la sera di domenica. In particolare sotto sequestro le materie prime utilizzati per preparare i piatti serviti a Chiara. Sotto accusa, anche se sarà la scientifica a confermare tale ipotesi, il pane e la vellutata di piselli ordinati dalla ragazza.

La Procura ha però chiesto anche accertamenti sull’ago dell’infusore di adrenalina usato dalla giovane quando ha cominciato ad accusare i primi sintomi dello shock. Sembra infatti che l’ago sia stato trovato piegato a novanta gradi. Forse il medicinale è stato quindi somministrato male, e non ha agito come avrebbe dovuto. Eppure Chiara sapeva fin da piccola come usare il kit di pronto intervento contro lo shock anafilattico, soprattutto perché la mamma lavora come infermiera professionale all’ospedale Cisanello di Pisa.

Un solo indagato

Il procuratore capo di Pisa, Alessandro Crini, ieri spiegava: “Entro giovedì (oggi, ndr) saranno ascoltati, come persone informate dei fatti, gli amici che hanno cenato con Chiara e lo staff del ristorante per ricostruire la serata”.

“Nello stesso giorno verranno concluse anche le acquisizioni tecniche nella cucina del ristorante per cercare, e quindi cristallizzare, elementi utili alle indagini. – precisa – Eseguiti gli accertamenti necessari sulle materie prime e sui residui alimentari, il locale potrà essere dissequestrato”. Il procuratore conferma quindi che “al momento nel registro degli indagati è stata iscritta un’unica persona”, ovvero l’amministratrice dell’azienda agricola dove la 24enne ha mangiato prima di sentirsi male.

Chiara Ribechini è morta tra le braccia del fidanzato Nicola Gabbriellini, che ha cercato in tutti i modi di rianimarla in attesa dell’intervento dei sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che decretarne il decesso. “Le ho aperto la bocca per farla respirare, ho tentato di tirarle fuori la lingua per non farla soffocare, ma è stato tutto inutile. Ho provato di tutto per farla respirare. E’ morta tra le mie braccia” racconta ancora scioccato il giovane a La Nazione.

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