Bologna è in tumulto dopo la morte di Abderrahim Fakir, un uomo di 42 anni di origini marocchine, avvenuta ieri nel rione Pilastro durante un intervento della polizia. Le immagini registrate dalle bodycam dei poliziotti e diffuse in rete hanno scatenato proteste e dibattiti in tutta Italia.
La Procura di Bologna ha avviato un’indagine e ha iscritto sei persone nel registro modello 45-bis, tra cui due poliziotti e quattro operatori sanitari.
L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Le immagini mostrano Fakir steso a terra, ammanettato, con due agenti sopra di lui che lo tengono fermo.
Le immagini delle bodycam e le dichiarazioni degli avvocati
Le immagini delle bodycam mostrano le mani degli agenti sia su Fakir che su un altro uomo con la maglietta bianca con cui era venuto a contatto.
“C’è un momento di contatto con altre persone che erano prossime ad un’auto e che entrano in contatto con lui. A questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire e risolvere questa situazione”, spiega il legale Gabriele Bordoni.
L’avvocato Fabio Anselmo, che rappresenta la famiglia di Fakir, ha dichiarato: “Quelli che si stanno comportando in modo criminale a Bologna sono amici di chi sta tentando di negare verità e giustizia per Fakir.
Questo è una ferita che viene inflitta alla famiglia.”
Le proteste in piazza Roosevelt
Ieri sera, Bologna si è ritrovata in piazza Roosevelt per un momento di raccoglimento e per chiedere verità e giustizia. La sorella di Fakir, poco prima di prendere la parola, non ha retto all’emozione ed è svenuta. “Giustizia” è il grido che si è alzato dalla piazza. Poi collettivi, antagonisti e diversi appartenenti alla comunità marocchina, urlando “Assassini!”, sono partiti in corteo, fin sotto alla Prefettura blindata dalla polizia.
L’arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, ha auspicato che “non prevalgano l’odio, la violenza, anche verbale e nei social, la strumentalizzazione per nessuna ragione”, ma piuttosto “il rispetto, il dialogo e la giustizia”.
Le indagini della Procura e il modello 45-bis
La Procura di Bologna ha iscritto sei persone nel registro modello 45-bis, che prevede una fase di annotazione preliminare senza comportare automaticamente l’iscrizione formale nel registro degli indagati. Si tratta di due poliziotti e quattro operatori sanitari che appaiono nelle immagini del video.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato che quello applicato agli agenti “non è uno scudo penale, ma la giusta collocazione di un caso all’interno di un’iscrizione in un registro apposito, voluto da una legge del governo Meloni”.
La Procura ha avviato accertamenti che terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti e dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario. Anche le immagini della bodycam indossata dal capopattuglia saranno analizzate dagli inquirenti.
L’autopsia sarà fondamentale per comprendere come è morto Fakir. Il pm Domenico Ambrosino e il procuratore Paolo Guido disporranno una consulenza affidata a un pool di specialisti.
