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La città di Pordenone è stata scossa dal ritrovamento del corpo di Mario Ruoso, 87 anni, storico fondatore e proprietario di TelePordenone. L’uomo è stato rinvenuto privo di vita nel pomeriggio nell’attico al settimo piano di un palazzo di sua proprietà, ubicato di fronte alla concessionaria di automobili che gestiva. Gli inquirenti parlano di una morte avvenuta in seguito a ripetute percosse alla testa con un corpo contundente, e le prime valutazioni di natura medico-legale hanno indirizzato le ricerche verso un’aggressione violenta e improvvisa.
Il ritrovamento e i primi rilievi
La scoperta del cadavere è avvenuta dopo ripetuti tentativi di contatto telefonico da parte di parenti: a entrare in casa è stato il nipote, che ha rinvenuto la drammatica scena. Sul posto si sono subito recati il medico-legale Antonello Cirnelli e la polizia scientifica, accorsa anche da Padova, per avviare l’ispezione cadaverica, durata oltre tre ore. Le operazioni di sopralluogo sono servite a stabilire che la morte risalirebbe a qualche ora prima del ritrovamento e che il decesso potrebbe essersi verificato nelle prime ore del mattino, in un arco temporale compatibile tra le 7 e le 8.
Elementi emersi dall’esame della scena
Dalle prime analisi è scaturita una possibile dinamica: l’anziano sarebbe stato colpito inizialmente con un oggetto privo di scanalature — probabilmente una spranga o uno strumento simile — per essere stordito. Nel corso della caduta avrebbe battuto la testa contro lo spigolo di un mobile, e successivamente l’aggressore avrebbe infierito con numerosi colpi fino a causarne la morte. L’arma del delitto non è stata ancora recuperata, nonostante ricerche all’interno dell’appartamento e nelle aree circostanti.