Le indagini sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi a Pietracatella si stanno concentrando su due fronti principali: gli accertamenti medico-legali, che hanno individuato una grave intossicazione da ricina, e le analisi digitali sui dispositivi familiari, ritenute fondamentali per ricostruire le comunicazioni e le ultime ore prima dei decessi.
Morte mamma e figlia a Pietracatella: indagini digitali e accertamenti irripetibili
Parallelamente agli approfondimenti medico-legali, proseguono le attività investigative sul fronte digitale. Sarebbe stato infatti disposto il sequestro e l’analisi del cellulare di Alice Di Vita, figlia di Antonella e sorella di Sara, sopravvissuta alla cena in cui si sarebbe verificato l’evento fatale poiché quella sera si trovava fuori con amici. Il dispositivo sarebbe stato acquisito nell’ambito della prima inchiesta, che vedrebbe cinque medici indagati per omicidio colposo, e su di esso verrà svolto un accertamento definito “irripetibile”.
Le operazioni, fissate per martedì 28 aprile alle 9.30 presso gli uffici della Polizia giudiziaria della Procura di Campobasso, si svolgeranno alla presenza dei legali delle parti coinvolte, inclusi gli avvocati dei sanitari.
Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, Vittorino Facciolla, all’Adnkronos Alice avrebbe consegnato spontaneamente il dispositivo, risultando parte offesa nell’inchiesta.
Gli investigatori intendono ricostruire i rapporti tra i familiari e le comunicazioni avvenute nelle ore precedenti ai decessi, al fine di chiarire eventuali responsabilità mediche o altri elementi utili all’indagine.
Gli esiti dell’analisi forense digitale, affidata a un laboratorio specializzato, sono attesi entro circa 60 giorni, salvo proroghe. Parallelamente, resta aperto anche il filone investigativo relativo all’ipotesi di duplice omicidio premeditato con avvelenamento, al momento ancora contro ignoti.
Morte mamma e figlia a Pietracatella, le analisi confermano: “Grave intossicazione da ricina”
Le analisi definitive hanno ormai consolidato l’ipotesi che Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi siano decedute in seguito a una grave intossicazione da ricina. Questo esito, come riportato da Sky Tg24, sarebbe contenuto nella relazione prodotta dalla struttura Maugeri di Pavia relativa al caso di Pietracatella. Gli specialisti del Centro antiveleni, all’interno del documento trasmesso agli inquirenti, confermano la presenza della sostanza tossica come causa compatibile con i decessi.
La documentazione sarebbe stata inoltrata alla Procura di Larino dalla dottoressa Benedetta Pia De Luca, responsabile delle autopsie eseguite sulle due donne. A rafforzare il quadro interviene anche la relazione tossicologica firmata dal professor Locatelli, nella quale si evidenzia che la ricina è stata rilevata in concentrazioni compatibili con un’intossicazione acuta nei campioni ematici prelevati durante gli esami autoptici.