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Vip morti per overdose di eroina

Le droghe sono sempre pericolose, spesso divengono letali. L'overdose da eroina porta spesso alla morte come è stato per alcuni vip

Overdose eroina
Overdose eroina

Si parla di maledizione nel mondo della musica rock, per via delle numerose morti. Infatti sono stati tanti quelli morti all’età di 27 anni, spesso a causa di overdose da droghe. Tra i tanti nomi possiamo ricordare Jim Morrison, Kurt Cobain più recentemente Amy Winehouse. Un mondo pericoloso quanto attraente per le rock star quello delle droghe. Dalle quali dipendono fortemente al punto da arrivare ai tristi epiloghi di cui conosciamo le storie, complicate e strazianti. Molti sono i vip che hanno perso la loro vita a causa di overdose da eroina, vediamone qualcuno.

I vip morti a causa dell’eroina

Rock star e altre celebrità

Il 4 ottobre 1970, a Los Angeles, muore, a 27 anni, Janis Joplin, voce principale e autrice delle canzoni per la Big Brother and the Holding Company.

La causa del decesso è un overdose di eroina, probabilmente in un mix letale con altre droghe.

Il 3 luglio 1971 è grande lo sgomento per la scomparsa, a Parigi di Jim Morrison. Poeta, cantante e leader dei The Doors. La morte sopraggiunge a soli 27 anni per arresto cardiaco: non viene mai effettuata un’autopsia sul suo corpo.

Il 2 febbraio 1979, a New York, muore Sid Vicious, 21enne bassista dei Sex Pistols, a causa di un overdose da eroina.

Il 25 settembre 1980, a 32 anni, muore John Bonham, ritenuto uno dei più grandi batteristi di sempre. Il membro dei Led Zeppelin viene trovato senza vita, soffocato dal suo vomito.

Il 31 ottobre 1993 morì l’attore, musicista e attivista statunitense River Jude Phoenix.

L’autopsia rivelò un’overdose di eroina e cocaina, sotto forma di speedball, valium, efedrina ed un anti-influenzale senza necessità di ricetta medica.

Il 21 aprile 2016, Prince viene trovato morto in un ascensore all’interno del complesso di Paisley Park. Causa della sua morte è stato un “save shot” in overdose da oppiacei.

Overdose da eroina

L’eroina è un oppioide e la dose che la rende mortale è di poco superiore a quella attiva. Il motivo viene dal fatto che la stessa ha un basso indice terapeutico. Pericolosa nei soggetti a bassa tolleranza, la quale è da intendere con significato di aumento della dose. L’eroina, come alcuni farmaci, richiede più abbondanza nella dose nel tempo. Infatti l’eroinomane ha bisogno di aumentare la dose in maniera progressiva per maniere semper lo stesso effetto.

Quello della tolleranza è un meccanismo di difesa dell’organismo dopo l’assunzione di sostanze altamente mortali.

La tolleranza

La tolleranza di una sostanza si riduce nei consumatori saltuari o in chi ha portato avanti un percorso di disintossicazione. Ma anche in quei soggetti che sono stati scarcerati senza copertura farmacologica. Come è anche per i soggetti che hanno sospeso il consumo di eroina e poi la riprendono. Sono sufficienti 3 giorni di sospensione per andare incontro al pericolo di riduzione della tolleranza dell’eroina. Chi dipende da questa sostanza spesso prova la disintossicazione fai da te, ma così facendo accelera la giunta della fine dei suoi giorni perché la ricaduta è quasi certa.

Un grado di tolleranza elevato si trova nelle persone molto intossicate. Inoltre il trattamento con metadone o buprenorfina riduce il rischio di morte di almeno il 95%.

Un overdose non necessariamente è fatale, infatti il soggetto protagonista della stessa può anche risvegliarsi dopo poche ore, o essere soccorso. Molto spesso, sopravvivere ad un overdose significa riportare gravi traumi cranici, aspirazione di vomito nei polmoni o insufficienza di ossigenazione cerebrale con lesioni neurologiche anche gravi. Il mancato soccorso di una persona in overdose da eroina può farla diventare fatale portando il soggetto al decesso.

Diviene facile la strada verso l’overdose da eroina se accostata all’assunzione di cocaina, alcol o benzodiazepine.

Rischio di overdose da eroina

Il rischio di overdose da eroina è elevato nelle assunzioni di tipo orale ed endovenosa. Ha un rischio medio se si tratta di assunzione intranasale, ed è basso se questa viene fumata. Nel caso di assunzione orale, come coloro che la trasportano nell’intestino, l’overdose potrebbe arrivare entro un’ora. L’endovenosa porta all’overdose immediatamente, o comunque entro pochissimi minuti. Nel caso intranasale entro 5-10 minuti. In caso di assunzione inalatoria, quindi fumata, entro pochi minuti. L’ultima è dovuta ai più bassi livelli plasmatici di oppioidi raggiunti e per il tempo dell’assunzione in quanto permette di modulare la dose.

Riconoscere l’overdose da eroina

L’overdose da eroina avviene quando il soggetto che la assume perde conoscenza, presenta insufficienza respiratoria e miosi (pupille a spillo).

La persona in overdose non riprenderà conoscenza con stimoli verbali o fisici. L’insufficienza respiratoria la si riconosce con rallentamento del respiro, apnee prolungate e respirazione rumorosa. La perdita di conoscenza e l’insufficienza respiratoria insieme fanno apparire il soggetto come un “russante non risvegliabile“. Se l’insufficienza è grave il colore della pelle diverrebbe blu, si tratta quindi di cianosi, parte dalle labbra, unghie, pomelli del volto. Se il soggetto è di pelle scura diventerà grigiastro. La fase finale dell’overdose si riconosce quando giungono gorgoglio del respiro e schiuma alla bocca.

In caso di assunzione endovenosa contemporanea di eroina e cocaina (speedball) la perdita di conoscenza può essere ritardata (10-15 minuti dopo l’iniezione). Infatti l’effetto della cocaina sostiene la respirazione nei primi minuti. Ma essa dura molto di meno di quello dell’eroina. Quando l’effetto della cocaina svanisce arrivano la depressione respiratoria e cardiocircolatoria indotte dall’eroina.

Sovramedicazione\overdose

La sovramedicazione è la ribellione del corpo alla esagerata dose assunta, ma non è mortale. Essa presenta una spiccata sonnolenza, con difficoltà a rimanere svegli, nonostante forti stimoli verbali o un vigoroso sfregamento sternale. Poi confusione mentale, difficoltà ad articolare parola, respirazione lenta o superficiale, pupille “a spillo”, rallentamento del battito cardiaco e pressione bassa. Da tenere comunque sotto controllo, nonostante la possibile irritazione del soggetto e la sia richiesta a tono di essere lasciato in pace. Infatti essa può sfociare in overdose.

Cosa fare

Overdose da eroina

In caso di overdose da eroina il decesso non arriva immediatamente, ci vogliono da 1 a 3 ore. Salvare la vita di un soggetto in overdose da eroina, o altri oppioidi, è semplice se si seguono 5 fasi.

Prima fase

Innanzi tutto, semplice quanto scontato, allertare il 118 o comunque i soccorsi. Avvisare il 113 non è che una perdita di tempo ai fini dell’aiuto salutare che si intende dare a una persona. Ovviamente è necessario che i soccorsi abbiano più dettagli possibili a loro disposizione per essere maggiormente efficienti.

Seconda fase

Il secondo passo sta nel prestare attenzione su quanti e quali sintomi di overdose presenta il soggetto. Udire un rantolo, suono, proveniente dalla gola durante la respirazione è segno di una situazione alquanto grave e che facilita e accelera la strada verso il decesso.

Terza fase

In terzo luogo bisogna sostenere la respirazione, dovrebbe farsi con ossigeno puro al 100% per ridurre il rischio di danneggiare i polmoni. Ma si può anche intervenire in modo più semplice, in mancanza delle adeguate tecnologie. Infatti ci si può accertare che le vie respiratorie siano libere, porre la persona nella posizione laterale di sicurezza (PLS) ed effettuare la respirazione “bocca a bocca”.

Necessario guardare sempre in bocca, in quanto può essere presente del vomito che deve essere rimosso. Controllare anche la lingua, che non sia rovesciata all’indietro a bloccare le vie aeree.

La persona non deve essere lasciata a pancia in su, né deve essere posta seduta con le spalle al muro. Infatti in caso di vomito significherebbe farla soffocare. Non si deve lasciare il corpo in una posizione favorevole al rovesciamento. Infatti la PLS è la posizione ottimale ai fini appena elencati. Consiste nello stendere la persona su in fianco con la gamba a contatto col terreno stesa e l’altra piegata a formare un blocco, si sistema la mano destra sotto la testa, a mò di cuscino, perché il viso della persona sia rivolto verso il basso.

PLS

Quarta fase

Il quarto passo è quello che prevede di somministrare il naloxone (Narcan), acquistabile in farmacia senza ricetta secondo la legge italiana. Esso può essere somministrato per via endovenosa, intramuscolare ed intranasale. Nel primo caso è consigliabile che venga fatto dal personale esperto. Per quanto riguarda il secondo caso il risveglio avviene entro 5 o al massimo 10 minuti ed ha un effetto più prolungato. Nel terzo caso si tratta di un metodo di recente introduzione. Essa viene eseguita attraverso dei nebulizzatori raccordati a speciali siringhe. È, inoltre, possibile somministrare fino ad 1 ml (1 fiala) per narice ogni 10 minuti.

Quinta fase

Il quinto passo è quello di attendere i soccorritori. Ma se il naloxone non fa risvegliare il soggetto è possibile che questo non sia giunto all’overdose per l’eroina o almeno non solo per la stessa. Anche in caso di risveglio attendere l’arrivo dei soccorsi che non possono essere sostituiti da alcun presente.

Una volta ripresa la persona dovrebbe rimanere sotto osservazione in ricovero ospedaliero per alcune ore. Ma molto spesso il ricovero viene rifiutato. In questo caso è opportuno mantenere attiva la persona. La si deve far camminare: questo, secondo molte osservazioni, riduce il rischio che possa ripiombare in overdose.


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