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‘Ndrangheta, il boss Grande Aracri si è pentito e collabora con la giustizia

Nicolino Grande Aracri, uno dei boss più potenti della 'Ndrangheta, ha iniziato il percorso di collaborazione con la giustizia.

Nicolino Grande Aracri

Nicolino Grande Aracri, uno dei boss più potenti della ‘Ndrangheta, già condannato a vari ergastoli, si è pentito e ha deciso di collaborare con la giustizia. La notizia è del Quotidiano del Sud, ma è stata confermata anche da ambienti giudiziari. 

Il boss della ‘Ndrangheta Grande Aracri si è pentito

Per il momento non ci sono molti dettagli su quello che ha riferito il boss, ma questa sua decisione potrebbe avere dei risvolti importanti negli ambienti della criminalità organizzata e della politica. Nicolino Grande Aracri ha comandato per oltre 20 anni le diramazione della cosche in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Il suo clan è ben radicato in almeno quattro province dell’Emilia, come dimostrato anche nel processo “Aemilia“. Stiamo parlando delle province di Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacena.

I loro interventi sono state documentati nei settori dell’economia criminale, dagli appalti al gioco d’azzardo, passando per la droga e le speculazioni immobiliari. Il boss, di 62 anni, era soprannominato “mano di gomma” e da anni è recluso nel carcere di Opera, dove sta scontando un ergastolo inflitto nel processo Kyterion per l’omicidio di Antonio Dragone, avvenuto nel 2004 nelle campagne del Cotronese. 

Nicolino Grande Aracri era il suo braccio destro, ma a suo carico ci sono altri delitti, molti commessi nell’ambito della faida con il clan Dragone, una guerra che ha lasciato una scia di sangue in Calabria ed Emilia Romagna.

I suoi collaboratori sono stati il fratello Ernesto, anche lui condannato all’ergastolo per omicidio, e l’altro fratello Francesco, condannato per associazione mafiosa, entrambi risiedenti a Reggio Emilia, dove dominava il clan cutrese. I loro business preferiti erano le estorsioni, il traffico di droga e l’edilizia. Il clan, come riferito dall’AGI, controllava società di costruzioni e movimento terra. Continua ad esercitare potere criminale anche sul territorio di Crotone e Catanzaro.

I principali villaggi turistici calabresi sono vittime di estorsione. Ci sono state molte inchieste, come l’operazione Aemilia, che nel 2015 ha portato all’arresto di 160 persone. Le persone coinvolte erano accusate di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti. Nel 2016 c’è stata l’operazione Kyterion 2, che ha portato all’arresto di 16 affiliati ai Grande Aracri, con tentativi di collegamento ad esponenti del Vaticano e della Corte di Cassazione, a cui è stato chiesto di adeguare una sentenza. 

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