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Tragedia a Bari, neonato trovato morto nella culla termica: patteggiamento del parroco e processo al tecnico

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Neonato trovato morto nella culla termica a Bari: malfunzionamenti e decisioni del Tribunale su Don Ruccia e il tecnico.

La sicurezza delle culle termiche, strumenti pensati per proteggere neonati abbandonati, è al centro di un dibattito acceso dopo la tragedia di Bari del 2 gennaio 2025, quando un neonato è morto per ipotermia a causa del malfunzionamento del sistema di allarme. Il caso ha sollevato interrogativi sulla responsabilità dei gestori delle strutture e sull’efficienza dei dispositivi di soccorso, sottolineando l’importanza di controlli tecnici rigorosi.

Morte del neonato nella culla termica a Bari: cosa è accaduto

La mattina del 2 gennaio 2025, all’interno della culla termica della chiesa San Giovanni Battista nel quartiere Poggiofranco di Bari, fu rinvenuto il corpo senza vita di un neonato da parte del titolare di un’impresa funebre presente per un funerale. Il bambino, poi ribattezzato “Angelo” dal sindaco della città, era stato abbandonato nella struttura pensata per accogliere neonati in difficoltà da una persona che non è mai stata identificata e l’indagine per abbandono è stata in seguito archiviata. Secondo le ricostruzioni, la causa del decesso fu l’ipotermia, poiché il piccolo si trovò troppo a lungo nella culla senza che si attivassero i sistemi di allarme e riscaldamento che avrebbero dovuto reagire al peso del bimbo. Il sistema, infatti, non inviò alcuna notifica al cellulare del parroco né avviò il riscaldamento automatico, mentre dal climatizzatore della stanza usciva soltanto aria fredda, circostanze che, secondo gli accertamenti della Procura, avrebbero impedito un tempestivo intervento di soccorso.

Neonato morto nella culla termica: Don Antonio Ruccia patteggia, un tecnico a processo

Come riportato da TeleNorba, rimane a processo soltanto il tecnico Vincenzo Nanocchio, responsabile dell’installazione nel 2014 dell’impianto di allarme e del climatizzatore nel locale destinato alla culla termica. Il dibattimento avrà inizio il 3 giugno davanti alla giudice Giovanna Dimiccoli, con la difesa affidata agli avvocati Giovanni De Leo e Pino Giulitto. Secondo le indagini della squadra mobile di Bari, coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dalla pm Angela Morea, il climatizzatore emanava esclusivamente aria fredda e il sistema di allarme non si attivò al peso del neonato, ritardando l’intervento.

Si è concluso con un patteggiamento di un anno di reclusione, con sospensione, il procedimento giudiziario a carico di don Antonio Ruccia, parroco della chiesa San Giovanni Battista di Bari, imputato per omicidio colposo in relazione alla morte del neonato trovato senza vita il 2 gennaio 2025 nella culla termica della parrocchia. Come ha spiegato il suo legale, Salvatore D’Aluiso, la scelta del patteggiamento è stata accettata dalla giudice monocratica Luna Calzolaro, dopo che una prima richiesta a tre mesi era stata giudicata “non congrua” dal gup. Come osserva la Procura, “il tappetino installato, progettato come sistema antifurto, non era idoneo per questo contesto”.