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No Vax, in fila agli hub vaccinali per rallentare la campagna vaccinale

I No Vax hanno escogitato una nuova trovata per rallentare la campagna vaccinale istituita per contrastare la diffusione del coronavirus in Italia.

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I No Vax hanno escogitato una particolare trovata per rallentare l’andamento della campagna vaccinale istituita per contrastare la diffusione del coronavirus in Italia.

No Vax, in fila agli hub vaccinali per rallentare la campagna vaccinale

Sulla base di alcune informazioni recentemente diffuse, i No Vax hanno messo a punto un nuovo modo per interferirecon l’andamento della campagna vaccinale italiana.

A quanto si apprende, infatti, alcuni cittadini contrari al vaccino anti-Covid si stanno recando presso i centri vaccinali, mettendosi in fila insieme alle persone che vogliono ricevere il siero. Nel momento in cui arriva il turno dei No Vax di ricevere il vaccino, questi soggetti iniziano a porgere innumerevoli domande al medico di turno, esprimendo sgradevoli commenti dopo aver ricevuto risposta.

Un simile comportamento genera ingenti rallentamenti mentre le code diventano sempre più lunghe.

Dopo aver posto ogni sorta di interrogativo, i No Vax lasciano l’hub vaccinale senza essersi fatti iniettare il siero e avendo rubato tempo prezioso non solo ai medici in servizio ma anche e soprattutto alle persone in fila che desideravano vaccinarsi contro il SARS-CoV-2.

No Vax, in fila agli hub vaccinali per creare disagi: la denuncia del direttore generale dell’Ulss 2 di Treviso

La trovata dei No Vax è stata denunciata dall’Ulss 2 di Treviso, nel momento in cui il direttore generale Francesco Benazzi ha posto l’accento sull’accaduto.

A questo proposito, il direttore generale ha spiegato quanto segue: “In tutti i nostri Vax Point abbiamo quotidianamente tre, quattro persone, che adottano questa tecnica: arrivano e iniziano a sciorinare richieste al personale sanitario impiegato nella profilassi. Fanno perdere minuti preziosi e poi prendono e se ne vanno, senza aver effettuato l’inoculazione, talvolta sbraitando, lamentandosi e ribadendo la loro contrarietà alla vaccinazione”.

L’espediente usato dai No Vax è stato osservato da diverso tempo e ha riguardato tutti i centri vaccinali dislocati entro i confini della provincia di Treviso.

Il problema, però, riguarda anche altre sedi che si trovano al di fuori della provincia veneta.

No Vax, in fila agli hub vaccinali per rallentare la campagna vaccinale: Vax Point e Covid Point

Lo stratagemma dei No Vax non riguarda soltanto gli hub vaccinali ma anche i centri allestiti per effettuare il tampone. Al pari delle file presso i Vax Point, infatti, anche quelle presso i Covid Point si stanno gradualmente allungando in modo sempre più evidente a causa della presenza di perditempo che impediscono il regolare funzionamento della macchina sanitaria.

Nella mattinata di mercoledì 1° dicembre, ad esempio, presso il Covid Point di Altivole, si erano recate oltre 300 automobili che attendevano di sottoporsi allo screening drive-in. Per regolare l’affluenza, è stato richiesto l’intervento di una volante della polizia.

In merito alla singolare circostanza, quindi, il direttore generale Benazzi ha dichiarato: “Non avevamo mai visto un simile afflusso di persone prima d’ora per sottoporsi al tampone, nelle precedenti ondate pandemiche ne facevamo 5 mila al giorno, ora siamo sopra i 7 mila”.

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