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Obbligo di Green pass? Non per i pazienti dello studio dentistico

Roma, 12 gen. (askanews) – Sta per entrare in vigore il Green Pass base obbligatorio per lavoratori e clienti di parrucchieri ed estetisti (20 gennaio), ma anche (dal 1 febbraio) per chi lavora o frequenta centri commerciali, banche, uffici pubblici e poste. Negli studi dentistici l’obbligo di esibire il Green Pass, base o rafforzato, non è previsto dalla legge, mentre odontoiatri, igienisti e assistenti (Aso) sono già obbligati al vaccino, in quanto personale sanitario.

Ai pazienti viene richiesta un’autocertificazione, ma in ogni caso il dentista ha il dovere di prestare le cure, soprattutto in caso di urgenze.

Raffaele Iandolo, presidente Comitato Albo Odontoiatrico (Cao) nazionale, che conta 63.000 iscritti, in un’intervista ad askanews ha spiegato:

“Nessuna norma prevede che per essere curati bisogna essere vaccinati. Ad oggi chiunque ha diritto a tutelare la propria salute e quindi nei nostri studi si incrocia il diritto del paziente di essere curato e il dovere del professionista di curarlo.

Quindi se si chiedesse il Green Pass, ma nessuna norma obbliga a chiederlo, né consente di chiederlo per questioni di privacy, se si chiedesse il Green Pass comunque il Green Pass non avrebbe nessun effetto sulla possibilità che quel paziente venga curato e sull’obbligo da parte del professionista di curarlo”.

“Sicuramente non è obbligato a dirlo, però se noi nell’anamnesi chiediamo a un paziente se è vaccinato rispetto al covid o meno, io non credo che ci sia un’invasione della privacy, quindi – ha spieato, sottolineando – Questa è un’opinione mia personale, ma è evidente che su questo non c’è una norma ad hoc. Noi non possiamo rifiutare dei pazienti rispetto allo stato vaccinale”.

“Ovviamente adesso ai fini dell’ultimo dl 172, dell’accertamento dell’obbligo vaccinale la responsabilità sulla vaccinazione di questi operatori sanitari, che comunque hanno rapporti con i pazienti, sta in capo o al direttore sanitario, se si tratta di una struttura complessa, o al responsabile se si tratta di uno studio monoprofessionale, quindi intestato a quel medico o quell’odontoiatra che ha la responsabilità di verificare che i propri dipendenti, se operatori sanitari, debbano ovviamente essere vaccinati”, ha sottolineato il medico avellinese.

“Lo studio dentistico è assolutamente sicuro, anche i dati di contagio, quindi i dati riferiti da Inail nell’ambito dello studio sono assolutamente confortanti, nel senso che siamo largamente al di sotto di quello che è stato il contagio medio nelle strutture sanitarie”, ha poi ricordato.

“Vedo che in Gran Bretagna i dati stanno migliorando di giorno in giorno e penso che anche noi presto ci incammineremo su questa strada. È ovvio che dobbiamo raccomandare a tutti di vaccinarsi, vaccinarsi, vaccinarsi e di continuare ad utilizzare tutte le misure di protezione, soprattutto il distanziamento, soprattutto l’areazione, che in inverno è un po’ più difficile da creare. Vivere di più all’aria aperta, far passare di più l’aria nelle proprie case, perché questo sicuramente contribuisce ad incamminarci verso la strada che tutti noi ci auguriamo di percorrere tra poco”, è l’augurio del professor Iandolo.

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