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Omicidio di Elena Del Pozzo, le scarpe di sua madre potrebbero dare la svolta alle indagini

Il grado di premeditazione dell'orribile omicidio di Elena Del Pozzo, cosa possono dire le scarpe di sua madre e la possibile svolta alle indagini

Elena Del Pozzo e sua madre Martina che la va a prendere all'asilo

Per il terribile omicidio di Elena Del Pozzo dalle scarpe di sua madre potrebbe arrivare una svolta alle indagini in ordine alle dinamiche ed al grado di premeditazione di Martina Patti nel compiere quell’agghiacciante crimine. Le immagini di Martina che abbraccia sua figlia all’asilo sono tremende non solo per ciò che ad essere avrebbe fatto seguito, ma per il fatto che in costrutto in quel momento Martina già sapeva che avrebbe ammazzato la figlia che teneva in braccio.

Ecco, sugli step di quel piano horror le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate al massimo.

Omicidio di Elena Del Pozzo, la chiave nelle scarpe

I video trasmessi in esclusiva a Quarto Grado hanno portato i RIS a sequestrare le scarpe indossate da Martina Patti. Le loro suole potrebbero dire cose, dire ad esempio che la madre assassina aveva un tragitto oltre che un piano. Come? Alle 8.54 del 13 giugno la Patti viene ripresa di ritorno a casa dopo una serata con amici.

Alle 9.04, a bordo della sua 500 grigia, la donna fa la strada al contrario e si ferma in uno slargo “con il bagagliaio dell’auto rivolto verso il campo”, come spiega Fanpage. La Procura ritiene che a quel punto Martina abbia preso zappa e pala e li abbia messi nel posto dove sapeva che avrebbe scavato la fossa per sua figlia.

La corsa e il sospetto che non fosse una corsa

Poi Martina torna a casa e riappare nelle telecamere in tenuta da jogging. Torna alla piazzola di poco prima e dopo più di mezzora torna a casa di corsa. Ecco, quello è il momento clou: momento che ha la forma delle scarpe da ginnastica di Martina: se sotto le loro suole ci sono tracce della terra silicata del luogo dove è stata sepolta Elena allora vuole dire che in quei 40 minuti Martina è andata non a correre, ma a scavare la fossa dove sapeva già che avrebbe seppellito sua figlia.

Compiendo un delitto non d’impeto o pianificato nei minuti precedenti allo stesso, ma messo in casella dell’orrore da molto prima. Il che rende l’orrore ancora peggiore e la posizione giudiziaria della donna molto più complicata di quanto già non sia attualmente.

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