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Paura per Iacopo Melio: l’attivista è stato operato d’urgenza

"Potevo addormentarmi per sempre", così l'attivista Iacopo Mello che ha raccontato i momenti difficili da lui vissuti.

Iacopo Mello operato

Iacopo Melio, noto attivista e fondatore della onlus “Vorreiprendereiltreno”, ha vissuto in queste ultime ore attimi di paura. Il giovane ha raccontato di essere stato ricoverato d’urgenza a seguito di una crisi respiratoria. “Potevo addormentarmi per sempre”, ha esordito nel suo lungo post pubblicato sui social.

Iacopo Mello operato d’urgenza: “Inizia un delicato percorso di abilitazione”

Iacopo Mello ha spiegato con parole vivide le grandi difficoltà che ha dovuto superare. Il giovane, in particolare, ha fatto di sapere che il ricovero in ospedale è avvenuto dopo che “la sua situazione respiratoria era drasticamente peggiorata a causa della Co2 nel sangue arrivata a un livello incompatibile con la vita”.

Ciò, ha poi proseguito, ha neceessitato che dovesse venire risvegliato “da un sonno che poteva essere irreversibile”.

Ha quindi aggiunto: “48 ore dopo, il 29 agosto, con un’imprevedibilità che ancora non accetto, mi sono ritrovato a prendere la decisione più difficile: in una sala operatoria la mia vita è cambiata per sempre, qualcuno dice “in meglio” mentre io, guardando la tracheostomia riflessa nello schermo del cellulare, non riesco a vedere niente di positivo nello stare attaccato a un respiratore”.

Il lungo percorso di riabilitazione

Melio ha proseguito raccontando che da adesso in poi inizierà un lungo percorso di riabilitazione: “Ora inizia un delicato percorso di riabilitazione per tornare a mangiare cose omogenee, forse; per tornare a parlare, forse; per respirare autonomamente qualche ora al giorno, forse. Troppi forse che necessitano di tantissimo tempo e molta pazienza, ma soprattutto attenzione assoluta verso me stesso”.

Infine la richiesta: “Vi chiedo quindi di rispettare la mia privacy e il mio dolore non cercando bollettini medici o risposte a messaggi che non potrei gestire. Per quanto riguarda il lavoro, appena mi sarà possibile tornerò attivo, perché al momento sono ancora qui e voglio pur provare a dare un senso a tutto questo. Qualora vedessi che il mio contributo risultasse inutile o fosse del tutto assente, anche da dietro le quinte, prenderò le decisioni più adeguate nel rispetto di tutte le cittadine e i cittadini toscani, delle colleghe e dei colleghi e delle Istituzioni”.

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