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Per Bocchino la donna deve accettare il tradimento in nome della famiglia. La Carfagna un suo giocattolo

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Gabriella Buontempo, ex moglie di Italo Bocchino torna a rilasciare interviste con bersaglio l’ex marito ma sopratutto la donna con la quale l’ha tradita: il ministro Mara Carfagna. Parole dure, forti, gridate attraverso le pagine del Corriere della Sera ed è probabile che la faccenda non finisca qui. In particolare emerge un’immagine di Bocchino poco edificante con la donna relegata a ruolo di semplice custode del focolaio domestico che deve accettare in silenzio i tradimenti del marito in nome dell’unità della famiglia,retaggio del ventennio fascista, come prima avevano fatto le mamme e le nonne.

Come se garantire l’unità della famiglia non spetti anche al marito. Adesso comprendiamo meglio cosa intendessero questi signori quando parlavano di “family day” e si scagliavano contro le unioni di fatto, i PACS ed i matrimoni gay additandoli come pericolo per la società, deriva morale. Era una mera difesa dell’apparenza non della sostanza. La signora Buontempo rivela che il marito usava Carfagna come un giocattolo e che le scriveva tutto lui.

Aggiunge che la sua rivale non sa parlare in Italiano usare soggetto, verbo e predicato. Frasi dettate dalla rabbia e dalla delusione o verità? Probabilmente non lo sapremo mai anche se sarebbe ora che certi personaggi la smettessero di salire sul piedistallo e fare la morale.

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