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Perché l’Unione Europea vuole vietare le sigarette elettroniche aromatizzate

La "crociata" di Bruxelles contro una particolare categoria di e-cig: perché l’Unione Europea vuole vietare le sigarette elettroniche aromatizzate

L'Ue contro le e-cig aromatizzate

L’Unione Europea vuole vietare le sigarette elettroniche aromatizzate e il perché sta in due cause: la cancerogenicità sospetta di quello specifico prodotto e le politiche generali con cui Bruxelles punta a ridurre l’uso del tabacco. Perciò niente più prodotti a base di tabacco riscaldato aromatizzato.

Questa singola e specifica tipologia di sigarette elettroniche è finita perciò nel mirino della Commissione Ue nel quadro della strategia per ridurre l’uso del tabacco al 5% della popolazione Ue entro il 2040

L’Ue: vietare le sigarette elettroniche aromatizzate

I dati sono incontestabili: in materia di tabacco riscaldato e non combusto le vendite in Europa sono aumentate vertiginosamente. Di quanto? Today spiega che c’è un rapporto della Commissione: “Dal 2018 al 2020, si è passati da 924 milioni a 19,7 miliardi, con un aumento di oltre il 2.000 percento”.

E con l’aumento dei tassi di vendita si è resa necessaria una sterzata legislativa sui prodotti più “sorvegliati speciali”, anche perché la totalità degli stessi supera il 2,5% delle vendite totali di prodotti del tabacco. Il dato è che i prodotti con tabacco riscaldato possono creare rischi per la salute associati “alla nicotina e ad altre sostanze chimiche che causano il cancro”. 

Il distinguo: da vietare solo quelle agli aromi

Attenzione però, l’Ansa lo ha spiegato bene: “Il divieto non riguarda le sigarette elettroniche tout court ma solo quelle agli aromi. Niente più heets al mirtillo o alla menta, tanto per fare un esempio”. E Stella Kyriakides, commissaria per la Salute, ha detto: “Con nove tumori polmonari su 10 causati dal tabacco, vogliamo rendere il fumo il meno attraente possibile per proteggere la salute dei nostri cittadini e salvare vite umane”.

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