Fa discutere la sentenza emessa dal Tribunale di Perugia nei confronti di un 24enne di origini etiopi, assolto dopo essere stato accusato di aver urinato volontariamente su un’auto dei carabinieri. La vicenda risale alla notte tra il 23 e il 24 giugno 2026 e ha spinto il deputato di Forza Italia Raffaele Nevi a scrivere al ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendo un approfondimento sulla decisione.
Secondo quanto ricostruito nel procedimento, il giovane avrebbe urinato sullo sportello, sulla ruota e sulla maniglia dell’auto di servizio dell’Arma, riprendendo l’intera scena con il proprio cellulare. In un primo momento era stato contestato il reato di danneggiamento e oltraggio, ma il giudice ha riqualificato i fatti, ritenendo che non sussistessero gli elementi necessari per tali accuse.
Urina sull’auto dei carabinieri: la sentenza del Tribunale e le polemiche
Determinante, secondo quanto riportato, sarebbe stato proprio il video registrato dal giovane, che avrebbe smentito alcuni aspetti della ricostruzione contenuta nei verbali di arresto. Il presunto danneggiamento dell’auto dei carabinieri è stato così derubricato a semplice imbrattamento, ritenuto di particolare tenuità.
L’unica sanzione inflitta al 24enne riguarda lo stato di ubriachezza molesta, punito con una multa di circa cento euro.
Per il resto il tribunale ha disposto l’assoluzione. Secondo l’accusa, invece, il gesto aveva reso temporaneamente inutilizzabile il veicolo di servizio, costretto a essere sottoposto a un intervento straordinario di pulizia e sanificazione per eliminare la contaminazione biologica delle parti destinate al contatto degli operatori.
La lettera di Raffaele Nevi al ministro Nordio
La decisione del giudice ha suscitato la reazione del deputato di Forza Italia Raffaele Nevi, che ha definito la sentenza “sconcertante”. Per questo motivo ha annunciato di aver scritto al ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendo di approfondire la vicenda sotto i profili di competenza del dicastero. Nella nota diffusa alla stampa, Nevi ha spiegato di temere che una decisione di questo tipo possa alimentare nei cittadini un senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni.
Il parlamentare ha ricordato che le forze dell’ordine rappresentano lo Stato e che chi indossa una divisa merita sempre rispetto, sottolineando come comportamenti offensivi nei confronti delle istituzioni non dovrebbero essere sottovalutati perché rischiano di trasmettere il messaggio che simili gesti possano restare senza conseguenze.
