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Pneumatici invernali: caratteristiche e obbligo di utilizzo
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Pneumatici invernali: caratteristiche e obbligo di utilizzo

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Se pensiamo che quasi la metà degli incidenti stradali che avvengono durante la stagione invernale sono causati dalle cattive condizioni dell’asfalto comprendiamo facilmente come la scelta di gomme invernali di qualità diventa particolarmente importante. Tutti quanti sanno che le gomme vanno cambiate due volte all’anno, sia per evitare di usurare prima del tempo pneumatici studiati appositamente per determinate condizioni climatiche sia per guidare sempre nella massima sicurezza (le gomme invernali e quelle estive presentano caratteristiche piuttosto diverse tra di loro).

Proprio allo scopo di aumentare la sicurezza sulle nostre strade, dal 2013 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha diramato una direttiva in virtù della quale le automobili devono obbligatoriamente essere munite delle cosiddette “dotazioni invernali” (che comprendono anche la presenza a bordo di catene da neve o di altri dispositivi antisdrucciolevoli, purché conformi e a norma) nel periodo compreso tra il 15 di novembre e il 15 di aprile di ogni anno.

Per venire incontro agli automobilisti e per evitare di intasare le operazioni di cambio in prossimità di queste date, più di recente è stata introdotto un periodo di tolleranza circa il cambio degli pneumatici (da quelli invernali a quelli estivi, e viceversa) fuori stagione. Il periodo per il passaggio a quelli da neve va dal 15 ottobre al 14 novembre, mentre quello per il passaggio alle gomme estive va dal 16 aprile al 15 maggio.

Attenzione! La mancata osservanza di tali disposizioni può portare al pagamento di una multa anche piuttosto salata da parte degli organi di Polizia e al ritiro della carta di circolazione, fino a quando il conducente non disponga di pneumatici invernali a norma oppure di catene da neve. Ricordiamo anche che il Codice della Strada impone per le vetture che montano pneumatici invernali un indice di velocità inferiore a quello riportato sulla carta di circolazione. L’indice si riferisce alla velocità massima per la quale lo pneumatico è stato omologato e testato ed è indicato da una lettera sulla spalla della gomma stessa.

Le categorie di velocità vanno dalla lettera Q (che corrisponde a un massimo di 160 chilometri orari) alla lettera Y (che corrisponde a un massimo di 300 chilometri orari). Ovviamente, ciò non significa automaticamente che superando tale limite lo pneumatico vada ad esplodere, ma certamente questo andrebbe a calare anche in misura considerevole nelle prestazioni.

Prima di mettersi alla guida nella brutta stagione, si consiglia anche di controllare l’elenco di autostrade sulle quali vige l’obbligo di pneumatici invernali e di avere come equipaggiamento le catene a bordo, onde evitare come detto sopra di incorrere in multe salate. Tale elenco è facilmente consultabile su diversi siti internet. Ciascun Ente proprietario o gestore delle strade e autostrade presenti sul territorio nazionale ha inoltre emanato ordinanze specifiche, che hanno tutte l’obiettivo di migliorare la sicurezza di vetture e dei cittadini nella circolazione urbana ed extraurbana.

Ricordiamo che le gomme invernali per essere omologate devono superare test piuttosto severi, nei quali sono tenute ad affrontare in modo completamente positivo condizioni molto difficili.

In questo caso, oltre alla sigla M+S (dall’inglese Mud+Snow, ovvero “fango più neve” che ci indica come la gomma è stata appositamente studiata per la combinazione di fango e neve, avendo superato dei test secondo la regolamentazione europea), può anche essere presente la dicitura 3PMSF, che è indicata sulla gomma da un pittogramma che raffigura una montagna a tre picchi con al centro un fiocco di neve: questo simbolo sta a segnalare che lo pneumatico è stato testato con risultati soddisfacenti su condizioni di strade innevate particolarmente impegnative, che raggiungono il proprio picco nei test di frenata in condizioni invernali molto rigide.

Gli pneumatici invernali Pirelli sono all’avanguardia grazie a una tecnologia molto avanzata, che emerge in modo particolare quando la temperatura esterna scende sotto i sette gradi centigradi (indichiamo questa temperatura in quanto si tratta del limite al disotto del quale i test mostrano che la quasi totalità delle gomme presenti sul mercato inizia a perdere in modo considerevole le proprie capacità di stabilità e di tenuta). Tra i vantaggi che questi sono in grado di garantire, si segnalano la massima aderenza grazie alla scelta e all’utilizzo di mescole specifiche; una forte riduzione dell’effetto “aquaplaning”, che consiste nel galleggiamento sul velo d’acqua che si forma sul manto stradale in caso di pioggia; una rassicurante riduzione dello spazio di frenata (che può anche scendere del 20%), il mantenimento di massime prestazioni in termini di trazione e di stabilità anche in condizioni climatiche molto difficili; l’adattabilità a ogni tipo di fondo stradale, che sia asciutto, bagnato o addirittura innevato; un aumento consistente della resa chilometrica, che si traduce in un cospicuo risparmio economico e, infine, una resa ottimale anche durante le mezze stagioni, per cui questi pneumatici si rivelano molto validi anche in caso di primavera precoce o di autunno che si protrae oltre il solito.

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