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Riace: domiciliari revocati al sindaco Mimmo Lucano
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Riace: domiciliari revocati al sindaco Mimmo Lucano

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Revocati gli arresti domiciliari all'ex sindaco di Riace Mimmo Lucano. Per lui divieto di dimora all'interno del comune.

Il tribunale del riesame di Reggio Calabria ha revocato gli arresti domiciliari al sindaco Mimmo Lucano. La pena è stata sostituita con il divieto di dimora nel comune di Riace.

Revocati i domiciliari a Mimmo Lucano

Il sindaco di Riace, Domenico Lucano, non dovrà più sottostare al regime degli arresti domiciliari. A deciderlo è stato il tribunale del riesame di Reggio Calabria. Tuttavia per l’ormai ex sindaco non si tratta di una vittoria completa. Infatti la pena è stata semplicemente sostituita da un divieto di dimora
nel comune di Riace. Lucano, prima di conoscere la decisione del tribunale aveva chiarito che il modello di accoglienza e integrazioni creato nel comune sarebbe andato avanti. E’ quindi chiaro che Lucano continuerà a perseguire i suoi scopi anche a distanza. Tuttavia va detto che la sua assenza da Riace influirà sui tanti migranti che nel paese vivono e che vedevano in Mimmo Lucano un punto di riferimento.

La procura di Locri, da parte sua aveva chiesto un aggravamento delle contestazioni mosse al sindaco.

Come si legge infatti nell’ordinanza di custodia cautelare, il Gip di Locri ha contestato i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti. Lasciate cadere invece le accuse di associazione a delinquere, concussione, truffa aggravata e abuso.

Le parole di Mimmo Lucano

All’uscita dal tribunale, Lucano ha detto: “Riace rappresenta un’idea che va contro la civiltà della barbarie. Anche senza contributi pubblici andiamo avanti lo stesso, da soli, perché negli anni abbiamo costruito dei supporti all’integrazione che oggi fanno la differenza”. Lucano ha poi affermato di non essere spaventato dalla possibilità che molti dei migranti che vivono a Riace vengano trasferiti a causa della chiusura dello Sprar, decisa dal Ministero dell’Interno.

Lucano sembra avere già in mente un modo per andare avanti, anche senza i finanziamenti del Viminale. L’idea è quella di puntare sui laboratori artigiani avviati dagli stessi migranti stabilitisi a Riace. Dal primo sbarco, nel 1998, Riace non è più solo la città dei Bronzi, ma anche quella dell’accoglienza. Il sindaco Lucano nel 2016 è stato inserito dalla rivista ‘Fortune’ al quarantesimo posto della classifica dei leader più influenti al mondo.

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