Di Maio, sul decreto di pace fiscale: "Al Quirinale un testo manipolato"
Pace fiscale, Di Maio: “Al Quirinale un testo manipolato”
Politica

Pace fiscale, Di Maio: “Al Quirinale un testo manipolato”

Il Vicepremier DI Maio a Porta a Porta denuncia: "Al Quirinale è arrivato un testo sulla pace fiscale modificato". Ci rivolgeremo alla Procura.

Il decreto legge sulla pace fiscale diventa protagonista di uno strano susseguirsi di eventi, che nonostante le dichiarazioni di fiducia evidenziano alcune tensioni interne alla maggioranza gialloverde. Il vicepremier Di Maio, nel corso della trasmissione Porta a Porta in onda mercoledì 17 ottobre 2018, ha infatti affermato che “Non è possibile che vada al quirinale un testo manipolato”, suggerendo così che al colle sia giunto un testo modificato rispetto a quello su cui i due alleati avevano trovato un’accordo. Di Maio infatti annuncia che “Domani sarà depositata una denuncia alla Procura della Repubblica” proprio per fare chiarezza sull’accaduto.

Situazione di tensione che viene però smorzata dal colle, il cui ufficio stampa fa sapere che in realtà il testo per il decreto legge in materia fiscale ancora non risulta essere stato presentato al Presidente della Repubblica per la firma.

La fiducia di Di Maio agli alleati

Nonostante il disinnesco della situazione operato dal colle, le parole del Vicepremier a cinque stelle rimangono.

Di Maio che però, almeno a parole, esprime fiducia verso il gruppo dirigente leghista. “Io non ho ragione di dubitare della Lega perché ci siamo stretti la mano”, dice infatti al giornalista padrone di casa, che lo interroga chiedendogli se secondo lui dietro la modifica ci fosse la mano di Giorgetti. E aggiunge che “Tendo ad escludere responsabilità politica perché abbiamo raggiunto un accordo politico e perché mi fido delle persone che sono al governo”. Insomma, “Tutta la fiducia del mondo, ma per i cinque stelle pensare ad un provvedimento di pace fiscale che superi i 100 mille euro semplicemente non si può fare, e non la faremo passare”. E nonostante sia tutto rientrato, l’ipotesi del ricorso alla questura rimane.

Il limite imposto dal Movimento

Di Maio, proseguendo nel discorso, indica quindi quale è per il Movimento il limite accettabile al decreto di sanatoria. Un limite che non è disposto a modificare. Per il vicepremier infatti “Il limite di 100 mila euro da sanare attraverso la dichiarazione integrativa speciale va inteso per singola imposta e per periodo di imposta, e comunque non oltre il 30% di quanto già dichiarato”.

Secondo l’accordo raggiunto, si prevede che i contribuenti potranno “Correggere errori ed omissioni attraverso la presentazione di una apposita dichiarazione integrativa speciale”. Una dichiarazione che potrà essere presentata entro il 31 maggio 2019. E che darà la possibilità di sanare cartelle fino a 100 mila euro per anno d’imposta, e fino al 30% di quanto già dichiarato. Si potranno saldare i propri debiti o in un’unica soluzione, con scadenza fissata per il mese di luglio, oppure dilazionando il debito in 5 anni.

Manovra che prevede il carcere fino a sei anni per coloro che – pur decidendo di aderire alla pace fiscale – forniranno atti falsi e dichiarazioni non veritiere. Una decisione che vuole punire severamente coloro che dovessero decidere di utilizzare la “pace fiscale” per provare a sanare proventi di natura illecita.

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